Mar Tirreno, scoperta catena di vulcani sommersi

Bruno Cirelli
Novembre 13, 2017

Sette vulcani sommersi, finora sconosciuti, sono stati scoperti nel mar Tirreno meridionale: una nuova catena lineare, in direzione Est-Ovest, al largo delle coste cilentane per 90 chilometri in lunghezza e venti di larghezza, dimensioni superiori rispetto agli altri vulcani sottomarini del Tirreno meridionale, ivi compreso il Marsili.

Una scoperta senza precedenti quella fatta dalla ricerca congiunta di Ingv e Iamc, l'istituto per l'ambiente marino costiero del Cnr. Si estende dalla costa a Sud di Salerno a quella calabra, 30 chilometri a est di Sangineto (Cosenza). Lo studio è stato pubblicato online il 13 novembre su Nature Communications.

La scoperta - effettuata mediante carotaggi e osservazioni del fondale con il Rov, un piccolo veicolo sottomarino pilotato da remoto - può avere nuovi ed interessanti risvolti nell'interpretazione del vulcanismo in zone di cosiddetta "subduzione" nel mondo e conferma la morfologia complessa del Tirreno meridionale.

La catena sommersa, chiamata del Palinuro, è il punto di arrivo delle campagne oceanografiche condotte negli ultimi anni grazie alla collaborazione tra vulcanologi, geofisici e geologi marini. In profondità, la catena di vultaci si estende a 3.200 metri a 80 metri sotto il livello del mare. Queste caratteristiche ne fanno un 'laboratorio' unico per studiare il ruolo dei vulcani nelle zone di subduzione, ossia nelle zone in cui le placche tettoniche scivolano le une sotto le altre.

Molti dei vulcani sottomarini sono stati attivi tra 300.000 e 800.000 anni fa, "ma non è da escludere che siano stati attivi in tempi più recenti", ha osservato uno degli autori, il geologo marino Salvatore Passaro, dell'Iamc-Cnr. "Questi vulcani - spiega Ventura - rappresentano, nel loro insieme, un spaccatura della crosta terrestre dalla quale risalgono magmi provenienti dalle Isole Eolie, dal Tirreno centro-meridionale, e dall'area compresa tra la Puglia e la Calabria". Alcuni dei vulcani già noti erano emersi, come le Eolie, altri sommersi, come il Marsili, ha rilevato il coordinatore della ricerca, Guido Ventura, vulcanologo di Ingv e Iamc-Cnr.

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