La promessa di Dzeko: "Voglio portare la Roma allo Scudetto"

Rufina Vignone
Novembre 13, 2017

Sull'ambiente romanista, il numero 9 non ha dubbi: "I tifosi a Roma sono incredibilmente fanatici e il calcio qui ha un'importanza esagerata". Archiviamo quella prima stagione: è stata d'insegnamento. In questa stagione ne ha fatte 10 in 15 match, nelle ultime partite ha rallentato il ritmo, ma è arrivata una prestazione importante contro il chelsea: "Se Messi e Ronaldo non segnano per due partite, cosa che non accade quasi mai, si parla di crisi".

Arrivato nella Capitale osannato dai tifosi, l'attaccante bosniaco aveva deluso le attese nella sua prima stagione in giallorosso: "Edin Cieco?". Avrei potuto lasciare la Roma, ma non sono uno che molla. "Il primo anno è andato male perché al City, durante la preparazione estiva, non mi avevano fatto giocare sapendo che sarei andato via". Quell'estate ho liberato la mente dai brutti pensieri, ho lavorato sul fisico e fatto una preparazione come si deve. Nel calcio è tutto o bianco o nero, non siamo robot. Io comunque mi sento molto bene: ho ancora un paio d'anni per portare lo scudetto a Roma" - ammette Dzeko, che accenna anche alla novità accolta quest'anno dalla Serie A - "Il Var è strano, perché quando segni non sai se esultare subito o aspettare l'arbitro: dobbiamo ancora abituarci. Certo è che è difficile passare inosservati e se qualcuno mi vede a cena parte il caos e tutti mi chiedono gli autografi.

DIFFERENZA TRA I VARI CAMPIONATI - Dzeko è uno dei pochi attaccanti che può vantare di aver giocato in tre dei maggiori campionati europei: "In Germania, al Wolfsburg, gli allenamenti erano più faticosi". La Premier, invece è il "non plus ultra", li è calcio totale. Se posso, evito di andare in città, ma qui vivo bene io e la mia famiglia. Siamo a metà novembre e fa calduccio. Lazio? Per chi non vive il derby è difficile capire: se vinci per i tifosi la vita è più bella. Finalmente le proteste dei tifosisono finite, quindi vivrò il derby più caldo. In Italia infine ho imparato tante cose, anche se può esser noioso per i molti tatticismi. "Giocare in uno stadio semi-vuoto era triste".

MERCATO - Una battuta sul mercato: "Nessuno dovrebbe valere 222 milioni". Qualche anno fa con 30 milioni prendevi un grande attaccante, ora con 50 prendi un buon difensore.

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