Tari, per errore gonfiata. Pagata il doppio per anni in alcuni comuni

Paterniano Del Favero
Novembre 10, 2017

Così Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia (la Federazione delle aziende che si occupano di ambiente, acqua e energia) commenta - a margine di un convegno dedicato proprio alla regolazione del servizio di igiene urbana nell'ambito di Ecomondo a Rimini - l'errore di calcolo da parte dei Comuni sulla Tari, la tassa dei rifiuti, che sarebbe stata "gonfiata" per uno sbaglio nel computo della quota variabile.

Nella Tari si paga una quota fissa, legata ai metri quadrati dell'abitazione, e una quota variabile che dipende dal numero dei componenti della famiglia. "Come MoVimento 5 Stelle Genova ci siamo già attivati per chiedere alla giunta Bucci di verificare immediatamente il procedimento di calcolo sulla Tari del Comune di Genova e se l'errore verrà riscontrato, di avviare subito un percorso per il rimborso del non dovuto a tutta la cittadinanza". A svelare l'errore nel calcolo della Tari da parte di molti Comuni italiani ci aveva pensato un'interrogazione rivolta dal giovane deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, (M5S), al sottosegretario all'Economia Pier Carlo Baretta per fare chiarezza su una serie di segnalazioni giunte da varie città della penisola. Alcuni Comuni hanno maggiorato questa quota tante volte quante sono le pertinenze dell'abitazione, mentre in realtà quella stessa quota va calcolata una sola volta sull'insieme di casa e pertinenze immobiliari, cioè soffitte, cantine, box e posti auto, tenuto conto sempre del numero dei familiari. Anche fino al doppio del dovuto. Ad esempio, chi ha casa, garage e cantina potrebbe essersi ritrovato a pagare la quota variabile non una ma tre volte. Il calcolo corretto invece presuppone di sommare i metri quadrati di casa e pertinenze, e poi di applicare le tariffe. L'esistenza di svariate pertinenze infatti, non accresce la quantità d'immondizia prodotta dal nucleo familiare. "Se una singola utenza è composta da un appartamento, un garage e una cantina, la parte variabile va considerata una sola volta e, di conseguenza, un diverso modus operandi da parte dei Comuni non trova alcun supporto normativo". "In difetto di tale condizione i medesimi luoghi si considerano utenze non domestiche". Se è residente, si considerano locali accessori all'appartamento stesso. Il Movimento Difesa del Cittadino grida alla truffa ai danni dei contribuenti: l'associazione dei consumatori ha lanciato la campagna 'SOS Tari' per chiedere i rimborsi ai Comuni che avrebbero applicato la tassa rifiuti ingiustamente maggiorata. Diversamente, si può impugnare l'avviso di accertamento del tributo, entro 60 giorni dalla notifica effettuata dal Comune, presentando ricorso alla Commissione tributaria provinciale.

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