Roma, Di Francesco: "Scudetto? Ci siamo anche noi"

Rufina Vignone
Novembre 9, 2017

Eusebio Di Francesco si racconta e racconta la sua Roma.

"I primi contatti risalgono all'inizio di maggio". Sì, nel senso che ero in un ristorante di Fusignano con tutta la squadra.

"Ma non lo so..."

"Non ho ancora avuto modo di parlargli direttamente ma ho saputo che è stato male interpretato". Purtroppo non è stato bene fisicamente e l'ho potuto allenare poco ma vi assicuro che ha dei mezzi tecnici impressionanti. Il settimo punto può essere visto nell'osmosi, nel coinvolgimento ritrovato da parte del popolo giallorosso, mentre l'ottavo è la solidità: la Roma ha la difesa meno battuta del campionato.

"Spero di convocarlo già per il derby". Convocarlo eh, non scrivete che giocherà subito! "La settimana prossima proveremo a rimetterlo in gruppo". Il ruolo? Attaccante esterno, seconda punta o vice Dzeko. Vedremo. Ha detto che non vuole rincorrere i terzini?

"Ho imparato a capire di no. Da giocatore la prima volta, riscaldandomi sotto la Curva Sud, sentii le gambe che tremavano". Sarà bello vedere un derby di vertice, faccio i complimenti a Simone Inzaghi. Non ci snatureremo, ma non voglio svelare molto: "andremo in campo per giocarcela". Dobbiamo lavorare tanto per essere da scudetto, ci stiamo attrezzando come le rivali. C'è il Napoli davanti che gioca un gran bel calcio. Lui con me alla Roma? E invece il ginocchio era rotto. A chi mi ispiro?

I modelli di Di Francesco: "Mi colpiscono Guardiola, Sarri". In generale amo gli allenatori che trasmettono il loro pensiero senza specchiarsi negli avversari. "Sono sempre stato cercato". Dicendo quelle cose aveva dimostrato di pensare solo a se stesso. Non vedo l'ora, c'è molto entusiasmi, le emozioni sono simili rispetto a quelle che si provano da calciatore, forse da allenatore si sente una responsabilità maggiore. E poi ragazzi, hanno lo stadio di proprietà. Ha grandissime potenzialità ma non deve accontentarsi mai! "Glielo dico sempre, non si deve fermare".

DEFREL - "Gregoire ha bisogno di autostima. Ma se mi chiedete un giudizio su di lui, vi rispondo che lo vorrei sempre nelle mie squadre". Ha un carattere particolare, un po' timido: "si vergognava di andare in Nazionale.".

MAHREZ - "Era il nostro primo obiettivo e non siamo riusciti a prenderlo, peccato. Ma il dispiacere è durato poco, ci siamo riorganizzati con i calciatori che avevamo".

"A Francesco ho dato solo un consiglio: rubare le qualità di tutti, imparare il più possibile". E lui, che è intelligente, lo sta già facendo. "E conosce bene i giocatori che fino a pochi mesi fa sono stati suoi compagni". "Con me dovrà farlo altrimenti non gioca (ride, ndr)".

Chiosa finale su Francesco Totti e sul derby: "Totti?" No, questo non credo sia possibile.

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