Bologna, prete contro minorenne violentata: nessuna pietà se ti ubriachi

Bruno Cirelli
Novembre 9, 2017

La minorenne aveva denunciato lo stupro subito in un vagone nella stazione di Bologna da parte di un marocchino che ha conosciuto in piazza Verdi e con il quale, dopo aver bevuto tutta la sera, si è appartata nella stazione, risvegliandosi poi seminuda e senza la borsa.

Se Don Lorenzo Guidotti voleva trovare un modo per passare di colpo nel tritacarne social degli attacchi su praticamente ogni tema "caldo" di questi tempi, beh dopo questo post che troverete in parte qui sotto.ci è riuscito. Ma perché? Se hai la (sub) cultura dello sballo sono solo ca** tuoi poi se ti risvegli la mattina dopo chiassadove.

"Mi spiace ma. Se nuoti nella vasca dei piranha non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto". E infine la chiusa, non propriamente evangelica: "Dovrei provare pietà?".

Il post non è visibile a tutti per le impostazioni della privacy ma è stato rilanciato dal sito di Radio Città del Capo. "No, quella la tengo per chi è veramente vittima".

All'elenco severissimo sul contesto in cui si sarebbe consumata la violenza, il prete ha aggiunto: "Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tiritera ideologica sull' 'accogliamoli tutti'. tesoro. a questo punto, svegliarti seminuda direi che è il MINIMO potesse accaderti". I due - senza destare sospetti tra gli amici della ragazza perché erano ubriachi - si sarebbero allontanati e sarebbero arrivati in stazione, all'altezza di via Stalingrado. "Con un magrebino?! Notoriamente veri gentleman, tutti liberi professionisti, insegnanti, gente di cultura, per bene" scrive don Guidotti nel post.

In un successivo intervento su Facebook però don Lorenzo aggiusta il tiro: "Il mio non è un attacco alla ragazza, ci mancherebbe, ma un tentativo di far PENSARE gli altri ragazzi e i loro genitori. e, magari, anche chi amministra la cosa pubblica. Ve lo state facendo mettere in quel posto e dite pure grazie!", colorito potremmo definire eufemisticamente. Sapevo benissimo di usare parole forti. e ho cambiato il titolo più volte per attenuare i toni e immaginarmi di fare il commento all'articolo (io non scrivo su Fb quasi mai, mi limito a commentare gli articoli in rete cercando di ristabilire quella VERITÀ di cui generalmente si fa scempio) avendo davanti questa ragazza o immaginando che fosse della mia parrocchia (potrebbe esserlo). Di giovani come lei ne abbiamo tanti, soprattutto in questo quartiere. Così don Lorenzo Guidotti, parroco bolognese, ritorna su Facebook sulle parole scritte il 6 novembre, commentandone la diffusione sui media.

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