Sofia, bimba di 4 anni morta di malaria: svolta nelle indagini

Barsaba Taglieri
Novembre 6, 2017

Per la piccola Sofia la situazione è precipita, dopo il ritorno a casa, il 31 agosto, con la febbre alta e il trasferimento d'urgenza a Brescia. Sembrerebbe che le due bimbe del Burkina Faso erano appena tornate dopo un soggiorno nel loro Paese di origine, e in quel Paese a quanto pare la #malattia è endemica. Si dovrà attendere quindi quanto richiesto dall'Istituto di Sanità e Zooprofilassi [VIDEO] del Veneto per capire se realmente il ceppo del parassita "Plasmodium falciparum" che ha causato la morte di Sofia sia identico a quello delle due bambine del Burkina Fasio che viene di solito veicolato da un individuo all'altro attraverso una particolare specie di zanzara Anopheles assente in Italia.

È successo all'ospedale di Trento. "Sono state fatte varie ricerche su questo e possiamo escludere assolutamente - ha sottolineato Lorenzin (nella foto con l'assessore provinciale alla sanità Luca Zeni) - che la malaria sia stata presa in un contesto esterno all'ospedale". E' quanto emerge dalle dichiarazioni della ministra della salute, Beatrice Lorenzin. Ora l'ipotesi del vettore zanzara si fa sempre più remota, i periti entomologi lo escludono, zanzare con il ceppo specifico nel territorio interessato non ci sono.

"Avremo adesso il report finale dell'istituto di sanità. Le autorità competenti", ha aggiunto, "interverranno sull'ospedale di Trento nel modo pi consono e appropriato possibile".

Ma proprio sulla fuga di notizie che ha prodotto alla pubblicazione dell'articolo sullo stato delle indagini da parte del Corriere della Sera è sotto la lente d'ingrandimento di alcuni consiglieri della provincia autonoma di Trento.

"A suo tempo sul caso in questione era stata depositata dal sottoscritto un'interrogazione a risposta immediata nella quale si chiedeva all'Ass".

"La Procura non ha alcuna novità ufficiale, di nessun tipo" ha riferito intanto il procuratore capo di Trento, Marco Galina, che ha aggiunto: "I nostri consulenti hanno chiesto una proroga per la consegna delle relazioni sul caso, per le difficoltà tecniche nel giungere ad ottenere qualche dato". Ma è chiaro quindi che il rapporto tra consulenti e Iss ha permesso al ministro di avere subito le prime informazioni.

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