Intercettazioni: primo ok a decreto di riforma

Bruno Cirelli
Novembre 2, 2017

Con il via libera, oggi al Consiglio dei ministri, del decreto legislativo (nove articoli) sulle nuove regole sulle intercettazioni si pongono dei paletti, dei limiti, alla divulgazione di notizie che finora hanno inondato i mass media. Il testo dovrà ora passare all'esame delle commissioni Giustizia per i pareri e poi tornare in Consiglio dei ministri.

Il provvedimento mira a regolamentare in maniera più stringente l'utilizzo delle intercettazioni, per evitare la diffusione di conversazioni irrilevanti ai fini delle indagini. I verbali e le registrazioni delle intercettazioni acquisite nel fascicolo di notizie di reato non sono coperti da segreto.

Il Guardasigilli Andrea Orlando ricorda che "la normativa non interviene sulla libertà di stampa e sul diritto di cronaca, ma interviene sulla procedura attraverso la quale vengono selezionate le intercettazioni". Non c'è punibilità, oltre che per il diritto di cronaca, se la diffusione delle riprese o delle registrazioni è conseguente alla loro utilizzazione in un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa. Il delitto è punibile a querela della persona offesa.

- Divieto trascrizione ascolti irrilevanti. Nel verbale delle operazioni va indicato solo data, ora e dispositivo su cui la registrazione e' intervenuta.

Negli atti solo i brani essenziali.

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Il testo pone nuovi vincoli alla trascrizione dei colloqui nelle richieste dei pm e nelle ordinanze dei giudici ("Quando è necessario, sono riprodotti soltanto i brani essenziali", dispone la norma).

- Archivio in mano al pm.

I verbali e le registrazioni verranno conservate dal pubblico ministero in un archivio e sarà sempre lo stesso pm entro 5 giorni dalla conclusione delle operazioni a occuparsi del deposito di tutti gli atti, formando un elenco delle conversazioni rilevanti ai fini di prova, che potranno subito essere esaminati dai difensori delle parti. Inoltre, a causa dell'invasività dello strumento, la legge delega stabilisce espressamente che "l'attivazione del microfono avvenga solo in conseguenza di apposito comando inviato da remoto e non con il solo inserimento del captatore informatico, nel rispetto dei limiti stabiliti nel decreto autorizzativo del giudice". Quanto alla cosiddetta "udienza-stralcio", sarà il giudice, in camera di consiglio senza l'intervento del pm e dei difensori, a decidere sull'acquisizione delle intercettazioni indicate dalle parti. E potra' ordinare anche lo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui e' vietata l'utilizzazione. Per gli altri reati sarà necessaria un'autorizzazione ufficiale.

- Semplificazione intercettazioni per reati contro la p.a. Il provvedimento è "un punto di equilibrio", un "fatto rilevante di cui utile dare atto al ministro della Giustizia e all'intero governo". E neppure avremmo assistito alle tensioni contro l'ex consigliere giuridico dell'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Loris D'Ambrosio, morto d'infarto poco tempo dopo che era stata diffusa la telefonata dell'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino che lamentava l'accanimento nei suoi confronti dei magistrati di Palermo che indagano sulla Trattativa Stato-Mafia. È stata però superata l'empasse di una prima bozza del decreto che preveda non i virgolettati delle intercettazioni ma solo un riassunto. Ad annunciarlo è stato il promotore Andrea Orlando, nella conferenza stampa di Palazzo Chigi.

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