Gionata Ciappina: il condannato nelle liste M5S in Sicilia

Bruno Cirelli
Novembre 2, 2017

"Ciappina, se è vera la storia della condanna la invito a uscire immediatamente dalla lista e a non farsi votare".

Fine della purezza. Anche il M5S ha un condannato in lista in Sicilia.

Il grillino Gionata Ciappina, ex carabiniere, candidato alle Regionali per il Movimento 5 stelle, è stato condannato per il reato di "violata consegna e abbandono di posto aggravato in concorso con altro militare".

Secondo quanto raccona La Stampa a esplicita richiesta Ciappina avrebbe negato qualsiasi condanna ammettendo solo una multa nei confrotni dei ertici del Movimento 5 stelle che, dunque, sarebbe all'oscuro di questa sentenza.ma il giornale pubblica una fotografia di uno stralcio di sentenza proveniente da Napoli a suffraggio delle sue tesi. In pratica, Ciappina e un collega, Salvatore Gueli, entrambi appuntati dell'Arma dei carabinieri, hanno lasciato il posto di blocco e il pattugliamento, violando gli ordini mentre erano in servizio presso la tenenza di Mascalucia (provincia di Catania), nella notte tra il 12 e il 13 aprile 2013.

Nel 2012, Ciappina non fa mistero di essere stato folgorato da Beppe Grillo, ma provoca tensioni all'interno dei 5 Stelle, tanto che Alfio Cavallaro, proprietario di una fattoria didattica e candidato sindaco di Trecastagni per il Movimento 5 stelle, intervistato da LiveSicilia, era furioso: "Il fondatore del meetup - diceva Cavallaro - e organizer era, infatti, Gionata Ciappina, contemporaneamente anche consigliere comunale di maggioranza a sostegno del sindaco pidiellino Pippo Messina". Quando la mattina seguente un collega vede i carabinieri dormire in caserma chiede delucidazioni e per tutta risposta si sente rispondere: "Il capo equipaggio aveva sonno e mi ha detto di rientrare". Durante il processo gli avvocati che lo difendono dicono che soffre di una particolare "patologia del sonno". Entrambi ottengono la sospensione condizionale e la non menzione, la sentenza verrà confermata nel maggio 2016 in appello.

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