Lazio, Inzaghi: "Scudetto? Non possiamo guardare la classifica. Domani sarà dura"

Rufina Vignone
Ottobre 26, 2017

Tutto bene, durante la presentazione del match e durante l'inno della Serie A, il difficile è arrivato quando si è trattato di portare il bambino in panchina e poi accompagnarlo in tribuna: il piccolo Bastos infatti non voleva saperne di abbandonare il tecnico Simone Inzaghi, probabilmente sperando che l'avrebbe a un certo punto fatto entrare in campo al posto del papà. Sono dovuti intervenire due steward per trascinare letteralmente il bambino piangente fuori dal terreno di gioco, non senza tentativi disperati di abbarbicarsi alla panchina di Inzaghi e non senza pianti a dirotto. "Donadoni è un ottimo allenatore che farà di tutto per complicarci le cose". Abbiamo vinto una gara importante. La pressione e la prestazione globale delle rossoblu (oltre ad Arianna, anche Marchese ha sfoderato una prestazione super) stava dando i suoi frutti almeno nei primi minuti, vanificati però da qualche errore di distrazione che ha ulteriormente agevolato il cinismo della squadra di mister Caprio. La conferenza si dovrebbe fare dopo l'ultimo allenamento. Qualcun altro era affaticato. Rientra Lukaku tra i convocati. Immobile? Può migliorare ancora tanto. A Bologna hanno giocatori bravi, di qualità, cambiano spesso modulo. Ma non guardiamo la classifica, pensiamo a preparare ogni gara al meglio.

Per ciò che concerne il capitolo formazione, non si sbottona più di tanto il trainer laziale: "Ho un gruppo ampio, a voi che mi chiedete se attuerò il turnover vi dico che non ho ancora deciso". La questione razzismo? Penso che la Lazio come società e anche i tifosi nella storia abbiano sempre messo in atto iniziative contro il razzismo. Ripeto: poche mele marce.

"Parolo dice che per lo scudetto ne dobbiamo riparlare a marzo? Poi di volta in volta vedremo dove saremo". Dopo la vittoria contro il Cagliari, la Lazio affronterà il Bologna e il Benevento lontano dall'Olimpico.

"E su quello che è successo in queste ore? ".

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