Austria, Kurz va dove lo porta il cuore

Bruno Cirelli
Ottobre 26, 2017

La trattativa dovrebbe portare alla formazione di un governo prima di Natale.

"Sebastian Kurz è il mio primo fan" aveva dichiarato Strache in campagna elettorale sottolineando l'avvenuta adozione del proprio programma di sicurezza alle frontiere da parte dei popolari: gli Austriaci gli hanno dato ragione ed hanno chiaramente indicato nelle urne la necessità di una profonda svolta a destra, come lo stesso Kurz ha già riconosciuto.

Kurz, che non ignora le "preoccupazioni" di Bruxelles, ha assicurato che il prossimo governo austriaco "avrà un chiaro orientamento filoeuropeo", e sarà per un'Europa "sussidiaria". Mentre il segretario generale del partito Herbert Kickl ha definito il rapporto del Fpoe con l'Ue con una metafora: "Come in amore, quando uno ama, questo non significa però che sia sempre amabile con lui". Il cancelliere uscente Christian Kern ha commentato indignato: "Sarà un governo ideologico, antidiluviano, di partiti di destra, che si sono avvicinati da tempo sul piano delle idee e dei contenuti".

Mentre il presidente del Ppe, Manfred Weber, ha mostrato di credere al giovane, che la stampa di mezzo continente ha immortalato qualche giorno fa, incalzato dal bacio del presidente Jean-Claude Juncker: "Kurz è stato chiarissimo sul fatto di volere un governo pro-Ue, non c'è una discussione su un'uscita dall'Europa o dall'euro". Ha aggiunto che nel nuovo Gabinetto si valutano le posizioni del vice-cancelliere e del Ministro degli affari interni. Nel partito dell'erede di Haider ha invece visto "molta voglia di fare e di cambiare il paese". "Abbiamo accettato l'invito", ha detto Strache. "L'atmosfera positiva non deve ingannare nessuno".

E ribadiamo che in vista della futura alleanza competitiva in Austria fra l'epigone Kurz e l'originale Strache è ora che anche il nostro Paese si mobiliti per raggiungere lo stesso obiettivo di clandestini zero il prossimo anno, se vogliamo evitare il rischio che il blocco alle nostre frontiere Alpine ci condanni a tenerci sul groppone tutti quelli che sbarcheranno nei nostri porti o sulle nostre coste. I due partiti dialogano da tempo, e sono vicini su temi come la riduzione fiscale, e la limitazione dei migranti.

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