Referendum, l'autonomia parla veneto e lancia Zaia

Bruno Cirelli
Ottobre 23, 2017

"Questo risultato come il crollo del muro di Berlino" Per Berlusconi l'affluenza alle urne è un segnale che il vento è cambiato: il referendum, pur non cambiando gli equilibri in campo, è un'ulteriore prova che il centrodestra può presentarsi unito alle prossime elezioni.

Maroni mostra già soddisfazione. Ma la spinta autonomista partirà dal Veneto e dal suo governatore. Già martedì il Consiglio regionale Lombardo si riunirà per prendere atto dell'esito del voto e stabilire le mosse conseguenti. Il governatore del Veneto Luca Zaia ha denunciato un attacco hacker che ha rallentato le registrazioni dei voti. Abbiamo tre livelli di sicurezza, gli hacker ne hanno superati due. Al momento non si registrano grossi intoppi con il voto elettronico sperimentale (usato per la prima volta in Italia). Si tratta tuttavia di una cifra che avrebbe dato ai promotori della Lega soddisfazioni parziali, perché l'obiettivo ufficioso a cui puntavano era appunto il 40% circa.

Bergamo è la città capoluogo dove si è votato di più, Milano quella dove si è votato di meno. Il segretario cittadino del Pd Pietro Bussolati parla già di una "mortificazione di una battaglia condivisa, come dimostra la bassa affluenza milanese". Al seggio Maroni ha rassicurato un'anziana compaesana: "È semplicissimo".

Situazione diversa, anche perché diverso era il quesito ed era quindi necessario il quorum, a Venezia e dintorni. Vicenza dovrebbe essere la città campione di voti.

A urne chiuse, sul dato politico della giornata del referendum (la grande affluenza alle urne), si stanno ora posizionando i vari partiti.

Un pacchetto di 23 materie totali dunque, non indicate in modo esplicito nei quesiti referendari, che chiedono genericamente se si vuole ottenere maggiore autonomia ai sensi di quanto previsto dalla nostra Carta costituzionale. Lo stesso articolo 116 infatti prevede la possibilità di un iter per permettere alle Regioni di "recuperare" altre competenze aggiuntive.

Il referendum per l'autonomia di Lombardia e Veneto si è concluso, ed ecco i risultati e i dati di affluenza: in Veneto la partecipazione si è assestata su un dato del 59,5% ed ha prevalso il SI con il 98% dei voti (1.424 sezioni scrutinate su 4.739), praticamente un plebiscito.

Per consentire il voto elettronico, il governatore della Lombardia aveva firmato un contratto da 23 milioni di euro per l'acquisto di 24mila tablet (che saranno poi ceduti alle scuole), dalla Smartmatic, uno dei principali operatori mondiali nel settore del voto elettronico. L'invito fatto ai Comuni è di continuare a utilizzare le voting machine anche alle prossime consultazioni elettorali.

L'incognita del voto elettronico Al mattino però ci sono state varie polemiche sugli intoppi ai macchinari in alcuni seggi, e l'assenza di personale specializzato per risolverli.

Obiettivi immediati: export e lavoro In Lombardia non c'è quorum da raggiungere. "Incontreremo il presidente del Consiglio - ha spiegato - quando il nostro progetto sarà pronto".

I governatori dichiarano di avere più forza politica con il referendum per andare a trattare con il governo, ottenendo una legge da votare a maggioranza assoluta, in doppia lettura, nelle due camere del Parlamento, già nel giro di pochi mesi, auspicabilmente prima della prossima primavera e delle elezioni regionali e politiche. Per conoscere quante persone erano andate a votare alle 12 (in tutto l'11,06%) nella Regione di Roberto Maroni si è dovuto aspettare fino alle 17, mentre il dato del Veneto (quasi il doppio della Lombardia, il 21,1%) è arrivato alle 12,30.

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