Malattie sessualmente trasmissibili, l'allarme: più 400% casi di sifilide in Italia

Barsaba Taglieri
Ottobre 21, 2017

Per non parlare dell'infezione da HIV, oggi diventata la più importante malattia a trasmissione sessuale per le sue rilevanti implicazioni cliniche e di spesa sanitaria e i cui nuovi casi non accennano a diminuire nel mondo occidentale, con una minore percezione del rischio - e un conseguente picco di infezioni - soprattutto nella popolazione over-50 e anziana. Oggi le Malattie sessualmente trasmesse (Mst) sono sempre più diffuse con il riemergere di patologie che sembravano scomparse, a partire dalla sifilide, che in Italia è cresciuta di oltre il 400% dal 2000, ma anche dalla gonorrea, che ha visto quasi raddoppiare i casi in Europa tra il 2008 al 2013.

Le malattie sessualmente trasmissibili si stanno diffondendo a macchia d'olio in tutto il mondo e la cosa preoccupante è che il rischio contagio potrebbe essere drastiamente ridotto se le persone attive sessualmente decidessero di prendere precauzioni. A lanciare l'allarme sono gli esperti riuniti in questi giorni a Roma al Congresso Adoi (Associazione dermatologi ospedalieri).

Per quanto riguarda l'HIV i casi nella popolazione giovane sono pressoché invariati, mentre se ne registra un aumento tra gli over 50. Negli ultimi anni nel nostro paese, stando ai dati dell' Istituto Superiore di Sanità, si è riscontrato un aumento da 3500 a 6500 casi di malattie sessualmente trasmissibili. Ad aumentare sono state soprattutto le malattie di natura batterica come sifilide e clamidia, ma anche quelle virali date da virus come i condilomi (dovuti a epatiti da virus A o C e da alcuni tipi di HPV).

'In Europa, dalla metà degli anni '90 alcune Mst hanno trovato 'terreno fertile' per espandersi dopo un decennio di declino dei trend epidemiologici, soprattutto nelle grandi metropoli e in alcuni gruppi di popolazione maggiormente a rischio, ad esempio i maschi omosessuali. "Questa crescita è stata amplificata poi dalla facilità degli incontri sessuali occasionali dovuta oggi all'utilizzo di Internet e delle App". Ma anche - sottolinea - migliorando l'accesso alle strutture cliniche delle persone che sospettano un'infezione e andando loro incontro mediante tecniche rapide di diagnosi facilmente eseguibili anche fuori dagli ospedali. "Si può diagnosticare una sifilide su una goccia di sangue da un dito o fare nello stesso modo un test Hiv a casa".

"O ancora in ospedale si può ricevere un risultato per un infezione da chlamydia o gonorrea in due ore su una piccola quantità di urine".

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