Il pentito: "Un cadavere seppellito in un cantiere tra Mantova e Reggio"

Bruno Cirelli
Ottobre 19, 2017

Oltre a Grande Aracri, 58 anni, sono stati arrestati Nicolino Sarcone, 52, altro esponente di spicco della 'ndrangheta in Emilia, e Angelo Greco, 51 anni, al vertice della ndrina distaccata di San Mauro Marchesato, nel Torinese.

Svolta in un "cold case" di 'ndrangheta per due omicidi nel Reggiano risalenti al 1992.

Entrambe le vittime, appartenenti al gruppo Vasapollo-Ruggiero, vennero uccise nelle rispettive abitazioni mentre si trovavano agli arresti domiciliari. L'uomo aveva però ricevuto la visita di due persone che, armate, l'avevano ucciso a colpi di arma da fuoco. I due finti "carabinieri" erano due presunti 'ndranghetisti.

- Nicolino Grande Aracri, Nicolino Saecone e Angelo Grexo quali responsabili, a vario titolo, dell'omicidio consumato in Brescello in data 22.10.1992 in danno di Giuseppe Ruggiero.

Il gruppo, per l'accusa, avrebbe pianificato nei dettagli l'omicidio utilizzando tre autovetture rubate, tra le quali la Fiat Uno, appositamente camuffata da "gazzella", poi abbandonata sul luogo dell'omicidio, e due vetture di copertura utilizzate, poi, per la fuga.

Sono stati visionati e studiati analiticamente decine di fascicoli anche relativi ad altri fatti di sangue inquadrabili, sempre, nella guerra di mafia combattuta nei primi anni '90 in Calabria e nel Nord Italia in particolare nelle province di Reggio Emilia, Cremona e Mantova. La lunga attività investigativa, dunque, ha permesso di ricostruire la vicenda in cui le cosche Grande Aracri-Dragone-Ciampà ed il sodalizio Vasapollo-Ruggiero erano in lotta fra loro per avere l'egemonia territoriale sulla provincia di Crotone e Reggio Emilia. Tutti e tre sono già detenuti e sono considerati gli autori di due omicidi che hanno sconvolto la comunità reggiana nel 1992, quello di Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggiero. In corso di esecuzione anche alcune perquisizioni nei confronti di persone coinvolte nell'indagine.

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