Almeno 10 attrici italiane sono andate a letto con Weinstein

Bruno Cirelli
Ottobre 19, 2017

In tutto questo caos di accuse e opinioni, l'unica voce fuori dal coro è stata quella dello sceneggiatore Scott Rosenberg. Ma prima o poi ci riusciremo.

A 13 anni un cinquantenne della troupe mi ha detto che mi avrebbe insegnato a ballare e mi si è strusciato addosso con un'erezione. C'è chi non ne parla con nessuno per tutta la vita! "Mi hanno dato la mia carriera". È come se si svegliasse Biancaneve e scoprisse che uno dei nani era delinquente.

"I fratelli volevano creare una 'famiglia di film'".

Detto ciò è giusto discutere di questo fatto con un senso critico e oggettivo. Le riunioni diventavano programmi che poi diventavano notti folli in giro per la città.

La tempesta mediatica si è abbattuta su Weinstein in modo così violento da portare la moglie a chiedere il divorzio il 10 ottobre e a essere licenziato dalla sua stessa compagnia. Pensate a tutto quello che faceva per la cultura! Non sapevano che stuprasse ma che aveva quei comportamenti lì con tutte le donne lo sapevano eccome: "Sapevamo della fame di quell'uomo; il suo fervore; il suo appetito". Non c'era niente di segreto sulla sua vorace rapacità, come un orco ingordo uscito da una storia dei Fratelli Grimm. Tutto avvolto in promesse vaghe di ruoli nei film. L'articolo che ha scatenato lo scandalo è lungo e approfondito, a firma Jodi Kantor e Megan Twohey e inizia così: "Due decenni fa, il produttore di Hollywood, Harvey Weinstein invitava Ashley Judd all'hotel Peninsula a Beverly Hills per quella che la giovane attrice credeva una colazione d'affari".

"Io c'ero. E lasciatemi dire una cosa: TUTTI SAPEVANO, CAZZO". Insomma, "tutti sapevamo, caz..." e il refrain continua. Sto ancora imparando che non devo sorridere quando un uomo mi mette a disagio. E lo siamo ancora di più se ci uniamo con gli uomini che credono che questa sia una battaglia vera di qualità della vita di tutti. "Qualcosa di odioso. Qualcosa di marcio", spiega il produttore nella lettera-sfogo.

Perché avremmo dovuto noi fermare il gioco? Alle autorità? Quali autorità? Avevano tutti paura dei risvolti: "Harvey aveva la stampa in pugno". Rosenberg ammette che tutti conoscevano il modus operandi di Weinstein: ignoravano che si spingesse fino allo stupro, ma era evidente quello che succedeva, quindi far finta di non sapere nulla è il modo più sbagliato di affrontare queste rivelazioni. Lui dava, e dava, e dava, e dava. Ci servivano le uova.

Ok, forse non ne avevamo davvero bisogno. Se tutte le donne stanno scrivendo "anch'io" dovremmo analizzare l'ampiezza del problema. Voi sapete chi siete. "Io ero lì con voi". "E perché tutti, tutti sapevano". Il punto è capire da dove si origina quella "posizione" forte che serva a contrastare il potere: di certo non con un altro potere, opposto ideologicamente, ma pur sempre potere.

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