Alla Pizzeria del Rifugiato 12 migranti impastano, infornano e servono ai tavoli

Bruno Cirelli
Ottobre 18, 2017

A Vicofaro, in provincia di Pistoia è entrata in funzione la Pizzeria dal rifugiato, e il nome già la dice lunga. Ma è proprio la pizzeria che inorgoglisce il parroco. Le prime sere sono state un successo: hanno mangiato nella pizzeria "del rifugiato" almeno cinquanta persone.

I primi ad avvicinarsi all'iniziativa sono stati, ovviamente, i parrocchiani, ma anche curiosi che hanno fatto registrare nelle prime tre serate di apertura una cinquantina di clienti, che hanno pagato con una offerta libera la propria cena. I ragazzi -spiega Biancalani- hanno fatto il patentino per la manipolazione dei cibi, un corso per l'avviamento alla ristorazione. Lo scopo di Don Biancalani, infatti, è quello di insegnare un mestiere a questi ragazzi così che possano inserirsi nella comunità che li ospita dignitosamente e offrirsi sul mercato del lavoro con delle capacità.

Il ristorante ha aperto i battenti all'interno dei locali della parrocchia di Vicofaro (Pistoia) e vede i giovani provenienti dal Gambia, dalla Guinea, dalla Costa d'Avorio o dalla Nigeria sfornare pizze e servire ai tavoli. "Questo progetto è l'esito di un percorso". Don Biancalani ha risposto aprendo la pizzeria nei locali della parrocchia aperta ogni sabato sera a partire dalle 19. E altri si chiedono se il sacerdote non avrebbe potuto assumere anche degli italiani disoccupati.

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