Stefania Batzella lascia il gruppo regionale del M5S: "Atteggiamenti subdoli, io discriminata"

Bruno Cirelli
Ottobre 17, 2017

La consigliera regionale Stefania Batzella, pentastellata della prima ora e convinta No Tav della Valle di Susa, annuncia la decisione "sofferta ma obbligata" di lasciare il gruppo. "Mi sento discriminata e lesa nella dignità". "Non intendo più sottostare a dinamiche che non condivido né come rappresentante di un'istituzione né tantomeno come individuo". Peccato che da tempo proprio la Batzella, presidente della Consulta delle Elette, fosse "coinvolta in prima persona come presidente della Consulta Elette" su un progetto analogo, portato avanti "in modo trasversale coinvolgendo anche altre forze politiche poiché al centro c'era e c'è la famiglia". Lo slogan 'uno vale uno', tra i principi fondanti del Movimento, sembra non trovare applicazione all' interno del gruppo, dove le gerarchie prevalgono sugli spazi, sul bene comune, sui meriti.

Batzella dice che la sue decisione è personale e spiega di non essere in rapporti con i dissidenti del movimento: "Ho ricevuto tanti messaggi di vicinanza dai militanti dei 5 stelle e ieri sera ho ricevuto un messaggio di una ragazza che mi ha ringraziato per aver denunciato la situazione all'interno del gruppo".

"Accuse surreali. Non partecipava a riunioni. Oggi, senza alcun preavviso, abbiamo appreso da organi di stampa del suo abbandono dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle". Batzella è stata inoltre proposta e votata dal nostro gruppo prima come componente dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e poi come membro del Comitato Diritti Umani. "Sono delusa - conclude - toccando con mano la realtà sono rimasta amareggiata e per questo ripeto che c'è stata molta sofferenza". "Altrimenti avremo solo la dimostrazione di un suo attaccamento alla poltrona e non certo agli ideali in cui afferma di riconoscersi".

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