Moody's mantiene il giudizio negativo sulle banche italiane, pesano le sofferenze

Paterniano Del Favero
Ottobre 17, 2017

La stabilizzazione delle banche tricolori e la maggior crescita economica del Paese, secondo l'agenzia statunitense, non eliminano le incertezze sulle prospettive di crescita a medio lungo termine, che restano solo "moderate", mentre esiste una "notevole incertezza" sulle priorità economiche del prossimo Governo.

Il giudizio di Moody's, che ha confermato l'outlook negativo sulle banche italiane, "non è rappresentativo della realtà" secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano.

"Allargando lo sguardo all'Europa, gli analisti dell'agenzia di rating hanno sottolineato che le banche del Vecchio Continente continuano a dover fronteggiare una continua erosione dei ricavi e ci attendiamo che il settore" bancario "rimanga sotto pressione per individuare nuovi tagli ai costi". "Ciò dovrebbe contribuire a stabilizzare le finanze pubbliche e prevenire un ulteriore aumento del rapporto debito pubblico nei prossimi anni". "Inoltre, rimane una notevole incertezza circa le priorità politiche del prossimo Governo e il ritmo delle riforme fiscali e sostenibili per i prossimi anni", spiega Moody's, secondo la quale "una stabilizzazione del rating all'attuale valutazione Baa2 richiederebbe una strategia chiaramente definita per le riforme strutturali e un percorso di politica fiscale che offra la garanzia di una significativa e sostenuta riduzione dell'indebitamento del settore pubblico". Inoltre, sono in corso riforme dei gruppi bancari cooperativi e per migliorarne la governance e consentire l'ingresso di capitali privati.

IL PESO DEGLI NPL - Anche se i crediti deteriorati diminuiranno gradualmente, "resteranno comunque alti, mentre le banche si trovano davanti a continue pressioni per aumentarne le coperture".

Già precedentemente il nostro sistema bancario era stato etichettato come non performante e con una crescita di poco positiva, causata dagli eccessivi Npl detenuti dalle banche.

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