Licenziato per aver rubato caramelle: la Cassazione dà ragione all'azienda

Bruno Cirelli
Ottobre 13, 2017

La Corte di Cassazione ha confermato un licenziamento avvenuto a Roma, inflitto a un dipendente di un supermercato che era stato sorpreso dal sistema antitaccheggio con dei pacchetti di caramelle e gomme non pagati. A domanda del datore di lavoro, non era riuscito a spiegare la loro presenza nelle sue tasche. Sì, almeno per la Corte di Cassazione, che recentemente si è dovuta pronunciare sul caso del dipendente di un supermarket che aveva rubato meno di 10 euro di caramelle.

Chi lavora nei supermercati deve fare attenzione a quello che fa. Tutto. Anche se un dipendente viene beccato a rubare qualcosa di modesto valore rischia il licenziamento.

Il giudice ha riconosciuto come fossero venuti meno in maniera "irreversibile" il rapporto fiduciario tra il datore di lavoro e il lavoratore.

Per il giudice, al di là del valore della merce sottratta "la valutazione in ordine alla ricorrenza della giusta causa e al giudizio di proporzionalità della sanzione espulsiva deve essere operata in riferimento alla natura e all'utilità del singolo rapporto". "Il dimostrato carattere fraudolento - scrive la sezione Lavoro nelle sentenza numero 24014, depositata oggi - nella specie palesemente doloso e premeditato, della condotta del lavoratore è stato ritenuto sintomatico della sua, anche prospettica, inaffidabilità e, come tale, idoneo ad incidere in maniera grave e irreversibile sull'elemento fiduciario, nonostante la modesta entità del danno patrimoniale e la mancanza di precedenti disciplinari". Ora la Cassazione ha confermato il licenziamento.

A far scaturire il licenziamento non è certo il valore dell'oggetto rubato ma l'atteggiamento del lavoratore, sintomo di poca lealtà e correttezza, nonché di scatto rispetto delle leggi e delle norme aziendali.

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