Stati Uniti si ritirano dall'UNESCO

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2017

Già nel 1984 gli Stati Uniti si erano ritirati dall'organizzazione su decisione del presidente Ronald Reagan, che aveva accusato l'UNESCO di essere corrotto e schierato con l'Unione Sovietica.

Tra le attività più importanti dell'UNESCO c'è quella di preservare il patrimonio artistico e culturale mondiale, ma l'agenzia si occupa anche di promuovere l'educazione, specialmente femminile, nelle zone più povere del mondo, e per difendere i diritti civili e la libertà di informazione. I tagli sono stati inoltre conteggiati dall'agenzia Onu come arretrati, e ora Washington deve quasi 500 milioni di dollari all'organizzazione.

La decisione, riferiscono fonti ufficiali americane, è stata presa in seguito alle recenti risoluzioni dell'Unesco che hanno condannato Israele e gli insediamenti e che Washington considera anti-israeliane. "È una perdita per l'Unesco".

La direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova, ha annunciato che gli Stati Uniti hanno deciso di ritirarsi dall'agenzia, dopo aver sospeso nel 2011 il pagamento dei contributi. "È una perdita per il multilateralismo", ha continuato la Bokova, "il compito dell'Unesco non è finito e continueremo ad andare avanti per costruire un 21esimo secolo più giusto, più pacifico e più equo, e per questo l'Unesco ha bisogno dell'impegno di tutti gli Stati".

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