Rosatellum 2.0, la legge elettorale alla prova del voto

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2017

Dal banco della commissione Ignazio La Russa (Fdi) ha alzato un cartello con la scritta "Hablamos", parliamo, leitmotiv della campagna unionista della Catalogna.

Una fonte vicina al Quirinale dice che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che da tempo ha chiesto al Parlamento una legge che armonizzi i sistemi di voto di Camera e Senato, non si esprime sui contenuti del nuovo accordo elettorale e ritiene che la questione della fiducia riguardi il governo. Lo hanno deciso i capigruppo di Montecitorio. Oggi si votano in segreto i primi due articoli, domani in serata si terrà il voto conclusivo. Dopo le dichiarazioni di voto, la prima fiducia sarà votata alle 15.45: serviranno, come al solito, un paio d'ore per conoscere il risultato (i deputati devono sfilare uno a uno sotto il banco della presidenza e dichiarare il proprio voto).

Sono iniziate nell'aula della Camera le dichiarazioni di voto sull'articolo 3 della legge elettorale, con il terzo ed ultimo voto di fiducia. "Da domani iniziano i voti di fiducia in Aula alla Camera". Ma per fare presto e dare al paese una legge elettorale, il governo potrebbe autorizzare la fiducia anche a palazzo Madama.

Una lunga giornata, con la conta dei numeri dentro e la protesta fuori. "Pacificamente, ma come popolo". Lo comunica Arturo Scotto (Mdp) in Transatlantico. Sono contenti sia Silvio Berlusconi sia Matteo Salvini. All'iniziativa parteciperà anche Tomaso Montanari e Anna Falcone, animatori dell'assemblea del Brancaccio. E i toni contro il governo e la sua maggioranza non sono certo piu' teneri di quelli dei 5 Stelle: "Il Pd logora la democrazia, il Rosatellum bis e' inaccettabile", sentenzia Massimo D'Alema.

In aula non è volata una mosca ieri, ma molto probabilmente questo silenzio che si poteva tagliare con il coltello è stato dato dal fatto gli oppositori del Rosatellum bis hanno deciso di spostare la protesta altrove: nelle piazze.

Forza Italia, annuncia Roberto Occhiuto, non parteciperà al voto di fiducia, ma domani voterà la legge, sulla quale "l'opposizione è stata coinvolta". "La decisione di mettere la fiducia - ha spiegato - è stata presa questa mattinaquando abbiamo visto che ci sarebbero stati 120 voti segreti e che i nostri due canguri (artifici d'aula per far decadere gli emendamenti, ndr) su voto disgiunto e preferenze non servivano più perchè erano stati già presentati dei subemendamenti". Il deputato pentastellato ha aggiunto che la "democrazia è a rischio" perché il Rosatellum "produce un Parlamento composto per due terzi da nominati dai partiti" togliendo "sovranità popolare agli elettori". Avrebbe volentieri evitato di "sporcarsi" con questa fiducia.

E così il Cavaliere ha ottenuto una legge che non lo costringe alla lista unica con il ragazzo padano, e anzi sostiene di avere la certezza "matematica" di poter eleggere 65 deputati con il proporzionale, quanto gli basta ad avere nella prossima legislatura una forza autonoma e personale. Poi ci saranno le dichiarazioni di voto finali e il voto che, in base alle regole di Montecitorio, dovrebbe essere a scrutinio segreto.

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