Pedofilia, no del Vaticano all'estradizione di un monsignore

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2017

Monsignor Carlo Alberto Capella, il funzionario della Nunziatura apostolica di Washington destinatario di un mandato d'arresto da parte delle autorità canadesi per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, non sarà estradato in Canada e sarà processato in Vaticano.

Intanto il diplomatico cinquantenne, sacerdote per l'arcidiocesi di Milano, poi in servizio presso la sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato prima di divenire il numero tre nella Nunziatura Usa, continua a risiedere tra le mura leonine presso il Collegio dei Penitenzieri, non lontano dalla Casa Santa Marta. Lo stesso in cui l'ex nunzio polacco Weselowski morì mentre era agli arresti domiciliari sempre poiché coinvolto in altro scandalo di pedofilia. Per questo motivo il Vaticano ha opposto l'immunità diplomatica negandone così l'estradizione.

Il mandato di arresto emesso a suo carico da parte delle autorità canadesi si riferisce però a fatti avvenuti quando Capella era in Canada nel dicembre 2016, in visita a un luogo di culto a Windsor, in Ontario. Il religioso era stato richiamato da Washington all'inizio di settembre. Capella avrebbe utilizzato "l'indirizzo di un computer in una chiesa locale". Proprio la polizia di Windsor è titolare di un'inchiesta su un giro di pedopornografia su internet, in seguito a una segnalazione del Centro nazionale di coordinamento contro lo sfruttamento dei bambini. Papa Francesco ha voluto l'immediata sospensione di Pell da ogni incarico e il suo rientro in patria per partecipare al processo.

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