OnePlus spiona: raccolti moltissimi dati all'insaputa degli utenti

Geronimo Vena
Ottobre 12, 2017

Christopher Moore, ingegnere informatico, ha scoperto che il sistema operativo registra tutta una serie di informazioni e dati sensibili senza il consenso degli utenti.

Moore ha utilizzato il programma OSWAP ZAP per controllare il traffico internet in ingresso e in uscita del suo OnePlus 2.

Il problema sta nel fatto che le informazioni raccolte permettono di identificare il proprietario dello smartphone OnePlus. L'ingegnere ha quindi decifrato i dati inviati via HTTPS, scoprendo che Oxygen OS registra quando il dispositivo viene riavviato e sbloccato, quando lo schermo viene spento e accesso, versione del sistema operativo, numero di telefono, numero seriale, nome dell'operatore telefonico, IMEI, IMSI, indirizzi MAC, ESSID e BSSID della rete WiFi, i nomi delle app avviate e quando sono state aperte/chiuse.

Come è possibile vedere dalla lista appena riportata, sono delle informazioni sicuramente sensibili che permettono a OnePlus di identificare ogni possessore.

Il ricercatore ha effettivamente chiesto all'azienda su Twitter come mai questi dati venissero trasmessi senza permesso, e il profilo ufficiale OnePlus ha ovviamente risposto tramite assistenza tecnica, suggerendo un banale wipe della cache o un ripristino a impostazioni di fabbrica, interrompendo poi la conversazione. Successivamente il produttore cinese ha rilasciato una dichiarazione con la quale spiega che i dati servono per "ottimizzare il software in base al comportamento dell'utente". Questa trasmissione dell'attività di utilizzo può essere disattivata andando su 'Settings' - 'Advanced' - 'Join program experience'. "Il secondo flusso riguarda le informazioni del dispositivo che raccogliamo per fornire un migliore supporto post-vendita." .

L'app che effettua la registrazione e l'invio dei dati, ovvero OnePlus Device Manager, può essere eliminata dallo smartphone senza effettuare il rooting.

Per farlo sarà necessario attivare la modalità debug USB dalle opzioni sviluppatore, collegare il proprio smartphone al computer dove deve essere presente Android Debug Bridge.

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