Ok a riforma diritto fallimentare

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2017

"Non uso mai questi termini ma si tratta di riforma di portata epocale" aveva in precedenza detto in Aula al Senato il ministro della Giustizia Andrea Orlando intervenendo su la Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza, la riforma della legge fallimentare. La nuova legge prevede importanti cambiamenti per le imprese, tra i quali spiccano il meccanismo di allerta volto ad evitare che le crisi societarie diventino irreversibili e i nuovi strumenti volti a favorire la mediazione tra debitori e creditori. "Cambia la figura del fallito - ha continuato il Guardasigilli - infatti non si parla più di fallito e non è solo un cambiamento linguistico, non se ne parlerà più perché la persona che ha avrà avuto in qualche modo una sconfitta imprenditoriale potrà ritentare e non ci saranno più i vincoli che oggi impediscono a chi ha avuto un insuccesso imprenditoriale di carattere economico".

"Uno strumento formidabile è il portale unico delle aste giudiziarie, che consentirà al creditore di rivalersi non più soltanto sui beni del debitore, ma su tutti i beni che complessivamente sono immessi in questo circuito. - conclude Orlando - Con questa legge allineiamo la nostra normativa a quelle più avanzate a livello europeo".

PREVENIRE LA CRISI. Per facilitare una composizione assistita, arriva una fase preventiva di allerta attivabile direttamente dal debitore o d'ufficio dal tribunale su segnalazione (obbligatoria per fisco e Inps) dei creditori pubblici. L'imprenditore che attiva tempestivamente l'allerta o si avvale di altri istituti per la risoluzione concordata della crisi godrà di misure premiali (non punibilità dei delitti fallimentari se il danno patrimoniale è di speciale tenuità, attenuanti per gli altri reati e riduzione di interessi e sanzioni per debiti fiscali).

Eccezione importante: dalla procedura d'allerta sono escluse le società quotate e le grandi imprese.

La riforma parte da una rivoluzione letterale, abbandonando la tradizionale espressione "fallimento" e sostituendola con quella di "liquidazione giudiziale", nella quale si innesta una soluzione concordataria con la completa liberazione dei debiti entro 3 anni al massimo dall'apertura della procedura.

La nuova legge punta a ridurre durata e costi delle procedure concorsuali (responsabilizzando gli organi di gestione e contenendo i crediti prededucibili).

Un giudice specializzato per la trattazione delle procedure concorsuali che verranno ripartite tra un numero ridotto di tribunali, selezionati in base a parametri oggettivi e con piante organiche adeguate, mentre i tribunali delle imprese saranno competenti per le procedure di maggiori dimensioni. Concordato preventivo Cambiano le regole sul concordato. Viene ridisegnato ammettendo, accanto a quello in continuità, anche il concordato che mira alla liquidazione dell'azienda se in grado di assicurare il pagamento di almeno il 20 per cento dei crediti chirografari.

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