Mafia, confiscati beni per 1,5 milioni a imprenditore di Catania

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2017

Scatta la confisca da 1,5 milioni di euro per l'imprenditore Vincenzo Salvatore Rapisarda, affiliato clan "Morabito-Rapisarda" di Paternò.

Il 12 ottobre 2015, la Prefettura di Catania, a seguito delle risultanze investigative emerse sul conto di Vincenzo Salvatore Rapisarda, socio ed amministratore unico fino al 29 giugno 2015 della società Rsa Ttrasporti Srl, dalle quali emergevano frequentazioni con soggetti malavitosi nonchè la sua vicinanza ad ambienti della criminalità organizzata di tipo mafioso, emetteva decreto interdittivo nei confronti della società. Rapisarda, nel 2015, era stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta "En Plein", della Dda della Procura di Catania, in esecuzione in un'ordinanza del Gip nei confronti di 16 indagati ritenuti affiliati al clan Morabito-Rapisarda di Paternò. Successivamente, nel gennaio del 2016, Rapisarda è stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Catania nell'ambito dell'operazione Vicerè dei carabinieri "per associazione di stampo mafioso - ricostruisce la Dia - e rilevazione di segreti d'ufficio nei confronti di 108 appartenenti al clan mafioso dei Laudani".

Gli approfonditi e complessi accertamenti patrimoniali svolti dagli investigatori compendiati nella proposta di applicazione della misura di prevenzione a firma del Direttore della D.I.A. - hanno consentito di accertare una notevole sproporzione tra le fonti dichiarate e i beni direttamente o indirettamente posseduti. La confisca riguarda una società e quote azionarie di imprese operanti nell'autotrasporto, nonché disponibilità finanziarie, tutte riconducibili a Rapisarda. Tali atti di cessione, ai sensi della normativa antimafia, sono stati considerati privi di efficacia e il Tribunale di Catania ha quindi esteso il provvedimento ablativo anche alle quote sociali fittiziamente cedute.

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