Le Pmi della meccanica e subfornitura promuovono il Piano Industria 4.0

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2017

Tempo di bilanci per le PMI del manifatturiero italiano, a quasi un anno di distanza dalla presentazione del Piano Nazionale Industria 4.0 del Ministro Calenda. Infatti, il 46,1% delle imprese che ha investito nell'ultimo anno lo rifarebbe anche in assenza degli incentivi governativi. Il 22,7%, invece, continuerebbe a investire ma con minor forza economica. La sfida che bisogna affrontare adesso è quella della formazione: "occorre aumentare il livello di competenze digitali di tutti gli operatori del manifatturiero, affinché si possano cogliere, nel più efficace dei modi, le opportunità offerte dalla tecnologia". Percezione che si estende anche ai benefici che la tecnologia sta apportando al personale: secondo il 67,6% degli imprenditori, questa è in grado di migliorare la qualità del lavoro, mentre il 49,3% è convinto che i dipendenti la vedano come un'opportunità anziché una minaccia.

Giudizio positivo verso Industria 4.0. Il 62,8% delle PMI è pronto a investire in corsi di formazione dedicati all'Industria 4.0, mentre il 12,8% è pronta a rivolgersi a consulenti e specialisti.

Aziende con sicurezza informatica. L'obiettivo comune è quello di garantire all'Italia una serie di servizi evoluti attraverso il ricorso a sistemi integrati che prevedono l'incremento del volume dei dati, della potenza di calcolo e della connettività, che si traduce - a sua volta - in big data, open data, cloud computing; la creazione degli analytics, per ricavare valore dai dati raccolti; la nascita di nuove forme di interazione tra uomo e macchina e della cosiddetta realtà aumentata ed infine lo sviluppo ed il miglioramento nel trasferimento di istruzioni digitali al mondo reale come la robotica avanzata, le soluzioni Internet of Things e le stampanti 3D.

La digitalizzazione generale raggiunta in azienda è alta, soprattutto quando si parla di progettazione e sviluppo del prodotto (61,2%) e della relazione con il cliente e dei canali di vendita (60,4%), così come le aspettative per i prossimi tre anni. Ma qual è la figura driver preposta a stimolare/guidare il processo di innovazione digitale in azienda? A seguire, il Direttore/Responsabile IT (20%), il Direttore tecnico (16,7%) e il Direttore Ricerca & Sviluppo (3,3%). C'è comunque un 25,8% che continuerebbe a farlo riducendo però gli investimenti, mentre solo il 3,2% smetterebbe totalmente. Solo il 13,8% non intende effettuare investimenti.

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