Influenza, troppi pochi anziani in Italia scelgono di vaccinarsi

Barsaba Taglieri
Ottobre 12, 2017

Nelle ultime due settimane di dicembre 2016 e nelle prime quattro di gennaio 2017 il tasso di mortalità per tutte le cause è risultato del 15% superiore all'atteso - e del 42% più elevato nella settimana del picco influenzale. Ma solo il 59,1% pensa che sia indicata per tutte le persone che non vogliono ammalarsi. E' chiaro che non possiamo introdurre un obbligo vaccinale per gli anziani, ma dobbiamo muoverci verso nuovi obiettivi: la vaccinazione degli operatori sanitari, perché che non ci può essere un 10% di no vaccinati tra i medici, e una campagna per la vaccinazione degli anziani, perché l'Italia, insieme alla Gran Bretagna, è il paese europeo che sta avendo il maggior picco di mortalità per cause legate all'influenza tra gli anziani, anche per i pochi vaccini: di solito 8mila persone muoiono per complicanze da influenza, quest'anno ne abbiamo avuti molto di più, tra i 15-20 mila. Di questo e di altro si parlerà al prossimo congresso Nazionale SIMIT, che si svolge a Salerno dal 15 al 18 ottobre. Nell'inverno scorso si sono vaccinati solamente il 52,6% delle persone ultra-sessantacinquenni. Se si tiene conto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità fissa l'obiettivo ideale della copertura vaccinale dell'anziano al 95% e l'obiettivo minimo al 75%, si comprende quanto insoddisfacente sia la situazione.

La progressiva flessione osservata negli anni successivi si è paradossalmente accentuata dopo la comparsa, nel 2009, del nuovo virus pandemico H1N1, rivelatosi meno pericoloso di quanto paventato.

L'influenza già ha messo nel letto centinaia di persone, e gli anziani devono provvedere a proteggersi.

Nel 2015 in Italia si è registrato un numero di decessi superiore all'atteso, con un 13% in più durante l'inverno rispetto all'inverno precedente.

ANTIBIOTICI SOLO SE APPROPRIATI - In vista della campagna per l'uso appropriato degli antibiotici, SIMIT ricorda inoltre che l'influenza è causata da virus del tutto insensibili agli antibiotici e che le sindromi influenzali sono la condizione più frequente per un impiego futile di questi farmaci, il cui impiego va considerato solo nei casi con sovrainfezioni batteriche accertate o realmente probabili. Destinatari sono quindi gli anziani di età superiore a 64 anni, i bambini di oltre 6 mesi e gli adulti con patologie croniche dell' apparato respiratorio, cardiocircolatorio, da diabete e altre malattie metaboliche, da malattie renali, linfoproliferative, neoplasie, da malattie che comportino immunosoppressione, malassorbimento intestinale, malattie neuromuscolari, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici.

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