Chikungunya: 252 casi nel Lazio, cinque a Latina. Ma le segnalazioni diminuiscono

Barsaba Taglieri
Ottobre 12, 2017

"Sono 252 i casi autoctoni di Chikungunya registrati dal Sistema di Sorveglianza delle Malattie Infettive della Regione Lazio".

Silvia Mosseri, 48 anni, consulente romana, denuncia di avere contratto il virus lo scorso 13 settembre. Tuttavia, questo virus reagisce male all'assunzione di antidolorifici, combinazione che può causare anche emorragie interne. Stessa sorte per suo figlio di 18 anni, la zanzara ha colpito almeno 20 persone, ma nessuno ne parla, la situazione è sommersa nel silenzio. La Regione esorta comunque le amministrazioni a procedere a una disinfestazione, dando comunicazione alla cittadinanza degli orari e dei giorni degli interventi che vanno ripetuti.

Nel giro di due giorni le condizioni della donna peggiorano e la mattina del 15 Settembre si sveglia paralizzata, braccia e gambe immobilizzate, i piedi e una mano estremamente gonfi. Forti dolori articolari e febbre altissima l'hanno indotta a chiamare la guardia medica, che le ha consigliato di assumere degli antidolorifici non sospettando l'infezione da Chikungunya. E torna l'incubo. La zanzara killer ha colpito anche lui. Ma non solo: "Vengo a sapere che nel mio palazzo ci sono stati 4 casi, 8 nel palazzo vicino, altri nel circolo sportivo Tennis Roma di via Ipponio". Silvia si chiede come sia possibile che tra gli abitanti del quartiere nessuno sapesse niente, perché nessuno ha avvisato la popolazione di zona del pericolo incombente emettendo linee guida preventive, soprattutto per anziani, immuno depressi, neonati. "L'ho fatto per una questione di coscienza". Siamo certi che siano state messe in atto disinfestazioni efficaci nei tempi giusti e con prodotti adeguati? "Sono in grado di raggiungere l'obiettivo di liberare la città da zanzare pericolose?"

Oggi, a distanza di un mese, la 48enne ancora non riesce a camminare e nonostante questo è andata di portone in portone per avvertire del pericolo del virus. "Non riesco ancora a lavorare, a viaggiare - racconta Silvia - Questo virus è tosto". Ma le persone non si devono spaventare. Però devono essere informate sui rischi e le cure, per il loro bene. La prima epidemia nota è stata intercettata nel 1952 in Tanzania, anche se già nel 1779 era stata descritta un'epidemia in Indonesia, attribuibile probabilmente allo stesso agente virale. Però dietro i numeri ci sono le persone. Ed è bene saperlo: "a Roma esiste la Chikungunya".

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