Aziende in ginocchio per i furti di attrezzature, sgominata banda di catanesi

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2017

Una banda di ladri avrebbe rubato attrezzature e materiale, per un valore complessivo di oltre un milione di euro, a numerose aziende siciliane. E' l'accusa contesta dalla polizia di Stato di Ragusa a una banda di decine di persone, ritenute appartenenti a un gruppo criminale, che sono indagate per furto e ricettazione. I provvedimenti sono stati firmati dal gip del Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura iblea. della Procura della Repubblica, giusta ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ragusa. Le indagini sono state eseguite da personale della squadra mobile.

La banda era dedita al furto di macchine movimento terra commessi nelle province di Ragusa, Messina, Enna, Siracusa, Caltanissetta e Catania. Altre quattro persone sono attualmente irreperibili.

Il ricco bottino era costituito da camion, escavatori, gru, bobcat, ruspe, attrezzature di varia tipologia per lavori edili, pezzi di ricambio, ma anche vino, prodotti caseari, salumi e indumenti. Tra i destinatari dei provvedimenti c'è anche una donna, Giuseppe Indelicato, che ricettava la "merce" pur non partecipando ai furti.

I danni sono stati notevoli per alcune aziende che sono state ridotte sul lastrico. Da qui le indagini che hanno consentito di sgominare la banda, i cui componenti erano particolarmente attenti per non farsi scoprire: usavano difatti telefonini comprati esclusivamente per comunicare tra loro sui colpi programmati, utilizzando un linguaggio in codice, e poi li gettavano via. E parlavano dei furti in maniera criptica: i piani erano la 'pesca a strascico', la squadra che agiva era la 'barca' e il bottino era il 'pesce'. Gli stessi si incontravano tutti a Catania in Piazza Caduti del Mare meglio conosciuta come "u tunniceddu da playa" nel quartiere di San Cristoforo. In un caso dopo un furto di denaro contante custodito all'interno di un ingrosso di abbigliamento in provincia di Catania, gli indagati si tradivano per l'euforia di aver trovato un'ingente somma di denaro pari (a loro dire durante le intercettazioni) a 100 mila euro, tanto che l'interlocutore non credeva al correo che giurava suoi figli fosse la verità. E in casa di uno degli arrestati sono stati poi trovati 15mila euro, ritenuti parte della refurtiva. Le indagini sono state coordinate dal procuratore di Ragusa, Marco Rota, e dal sostituto Giulia Bisello.

GLI ARRESTATI. Daniele Aulino, soprannominato "Gallina", 28 anni; Francesco Belpanno, soprannominato "Cipolla", 23 anni; Ciprian Binghiac, romeno di 33 anni; Gaetano Fisichella, soprannominato "Tano Cinque Lire", 62 anni; Giovanni Fisichella, 67 anni; Pietro Fisichella, 58 anni; Gianluca Gobbi, romano di 46 anni; Giuseppa Indelicato, 46 anni, sottoposta agli arresti domiciliari; Salvatore Litrico, soprannominato "Turi Spascio", 53 anni; Vincenzo Saia, soprannominato "Enzo U Tartaruni"; Agatino Strano, soprannominato "U Puddasciu", 28 anni; Stefano Vitala, 43 anni; Rosario Torrisi, 42 anni.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE