Alessandro Gennaro, Massimo Colomban, Raggi

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2017

C'erano una volta gli assessori della giunta di Virginia Raggi a Roma.

Un rimprovero accolto da De Vito, che ha sospeso la seduta in attesa della sindaca che ha preso la parola per la comunicazione formale: "Informo l'Assemblea che ho proceduto alla nomina di Alessandro Gennaro ad assessore alle Partecipate, prende il posto di Massimo Colomban, che ringrazio per il lavoro svolto, ha portato al piano di razionalizzazione delle società partecipate, un lavoro mai svolto prima". "Fintantoché Roma non avrà almeno 1 miliardo (ma per essere alla pari con Milano ne necessiterebbero due) di maggiori risorse per le infrastrutture e servizi non riuscirà a fare miracoli; finché i mezzi di Ama ed Atac in buona parte obsoleti e da rottamare non verranno sostituiti (e per sostituirli servono risorse per centinaia e centinaia di milioni di euro) Roma non può arrivare ad uno standard di servizi di nettezza urbana e/o dei trasporti alla pari delle grandi città del Nord". Le sue dimissioni dall'assessorato alle Partecipate sono ufficiali. "Sta ancora a capì chi è rimasto e chi se ne è andato". "Sul metodo ed organizzazione ognuno ha le proprie esperienze e la propria professionalità; mi limiterò quindi a dare il mio personale punto di vista sperando possa essere utile a qualcuno". "Deve cercare di perseguire l'innovazione con pragmatismo".

Colomban, che meno di un mese fa presentava con enfasi insieme alla sindaca il piano di riorganizzazione delle Partecipate, nel suo intervento delinea un orizzonte negativo verso la situazione romana e delle sue municipalizzate: "Era, e purtroppo in alcune aree ancora permane, molto difficile e compromessa: non sarà facile metterci rimedio per delle condizioni oggettive".

L'assessore lascia dando anche consigli al Movimento che "deve cercare di perseguire l'innovazione con pragmatismo e gradualità senza danneggiare l'economia". "Nell'Economia, nell'imprenditoria e nel Lavoro il Movimento dovrebbe essere più attento alla produzione di risorse più che alla loro distribuzione ed al loro mantra tutto pubblico".

Il grande sogno di Colomban per Roma è destinato a non avverarsi. A sostenerlo è, in una nota, l'architetto Raimondo Grassi, presidente del movimento Roma Sceglie Roma che definisce "un fallimento" l'uscita di scena, anche se prevista, di Massimo Colomban, il manager chiamato dai grillini per la ristrutturazione delle partecipate capitoline.

Da essi doveva discendere "una serie di idee, un programma che dovrà dipingere il futuro di Roma non solo di lacrime e sangue, come sarà purtroppo la conseguenza della Riorganizzazione delle Partecipate e del Comune con i relativi tagli alle risorse disponibili - ammetteva Colomban nel documento di proposta - ma bensì di speranze ed ottimismo verso il futuro, che rilanci e faccia risorgere Roma come capitale mondiale della cultura, innovazione, progresso".

Colomban è l'ultimo assessore che lascia la Raggi. Altra azione, intitolata "L'industria restaura l'ambiente", prevedeva, d'accordo con le organizzazioni datoriali, "sgravi e facilitazioni per azioni di mitigazione paesaggistica, il recupero dell'ambiente come l'installazione di pannelli fotovoltaici o solari, soprattutto sulle parti opache delle fabbriche".

Il richiamo al regolamento è arrivato puntuale, questa volta, dai banchi a sinistra del presidente De Vito, ma non dagli scranni dei 5 Stelle. La Prima Cittadina capitolina ha spiegato che "ora prosegue il lavoro per rendere le nostre aziende sempre più efficienti per i cittadini".

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