Cassazione, multa e carcere per chi evade il canone Sky

Bruno Cirelli
Ottobre 11, 2017

Piratare Sky ti espone al rischio di una pesante multa e anche alla reclusione. Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", si tratta di una sentenza esemplare che costituisce un precedente che desterà senz'altro allarme tra quanti continuano con svariati sistemi a decriptare il segnale delle TV a pagamento.

Il 12 aprile del 2016 la Corte di Appello di Palermo aveva confermato la condanna di primo grado per violazione della legge sul diritto d'autore del 1941 - art. 171 octies l.633/1941.

A dare la notizia è Il Messaggero, confermando già una prima condanna a discapito di un certo Filippo I, 52enne palermitano costretto a scontare 4 mesi di carcere e a pagare 2ooo euro di multa per aver evaso, a scopo fraudolento, il pagamento corretto del canone Sky e, come si legge nel verbale: "per aver installato un apparecchio con decoder regolarmente alimentato alla rete Lan domestica ed internet collegato con apparato Tv e connessione all'impianto satellitare così rendendo visibili i canali televisivi del gruppo Sky Italia in assenza della relativa smart card".

Avvisando i furbetti del telecomando che servirsi dei codici taroccati porta in carcere, la Cassazione sottolinea che il "card sharing" era stato depenalizzato nel 2000 ma ha poi ripreso rilevanza penale nel 2003, tornando a essere un reato in seguito a un decreto legislativo. Il problema è che i giudici hanno considerato la sua azione fraudolenta poiché la decodificazione ad uso privato di programmi televisivi cifrati con elusione delle misure tecnologiche di protezione è un grave reato. Alla fine è sempre meglio evitare di continuare con queste prassi per evitare che la fedina resti macchiata in conseguenza di un fatto che purtroppo è percepito da tanti come completamente inoffensivo e non degno di comportare addirittura una condanna penale.

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