Migranti, calano del 41% i permessi per lavoro

Paterniano Del Favero
Ottobre 10, 2017

Una modalità di impresa che piace anche agli esercenti, grazie al trend positivo del settore nell'ultimo decennio.

Si riconferma la tendenza a diversificare la tipologia di attività offerte, proponendo pacchetti turistici integrati: 8.264 aziende infatti svolgono contemporaneamente attività di alloggio e ristorazione, 10.390 offrono oltre all'alloggio altre attività agrituristiche e 1.917 svolgono tutte le quattro tipologie di attività agrituristiche autorizzate (alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività). Da Nord a Sud, oltre la metà delle amministrazioni comunali annovera queste realtà di turismo rurale.

Nel 2016, i Comuni, nel cui territorio sono localizzate le aziende agrituristiche, sono 4.866, 39 in più rispetto all'anno precedente (+0,8%). La maggiore concentrazione di aziende gestite da donne si rileva in Toscana. Le diminuzioni più rilevanti si registrano in Emilia-Romagna e Abruzzo, dove risultano pari rispettivamente a -31 e -26 aziende. Durante il 2016 sono stati rilasciati 226.934 nuovi permessi di soggiorno, e quelli per lavoro sono diminuiti del 41% rispetto al 2015.

Nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno è localizzato il 59,5% degli agriturismi con alloggio, il 56,1% delle aziende con ristorazione, il 59% di quelle con degustazione e il 62,3% delle unità con altre attività.

Più di un'azienda agrituristica su tre (36%), infine, è a conduzione femminile. "L'agriturismo - conclude il presidente di Agri, Confederazione Agricola ed Agroalimentare, Pietro Minelli - si conferma una risorsa economica importante e negli anni l'evoluzione del settore si configura sempre più come un emblema di sviluppo locale integrato". Siamo l'unico Paese al mondo che alla bellezza del paesaggio può aggiungere 292 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario.

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