Catalogna, il giorno della verità: Puigdemont potrebbe annunciare l'indipendenza unilaterale

Rufina Vignone
Ottobre 10, 2017

"Mediazione e dialogo o più violenza e isolamento?", gli otto Nobel ricordano che nelle democrazie mature "si possono trovare varie forme per permettere la libertà di espressione". In mezzo ci sono decine di possibilità e sfumature diverse, la più probabile delle quali sembra sia una dichiarazione di indipendenza "simbolica" secondo quanto avrebbe riportato Marta Pascal, la coordinatrice del Partito Democratico Europeo Catalano, alla Bbc. Si vedono nel filmato delle conservazioni fra leader secessionisti che confermano le divergenze sulla strategia da seguire in vista del discorso di oggi del presidente Carles Puigdemont. "Basta, recuperiamo la ragione" è lo slogan che hanno intonato le migliaia di persone in una marcia organizzata dalla Società Civile Catalana (SCC), la piattaforma contro l'indipendenza. Gli organizzatori parlano di quasi un milione di catalani ( 350mila, secondo la polizia municipale) che si considera "la maggioranza silenziosa" che non ha avuto voce in capitolo da quando le autorità indipendentiste hanno organizzato il referendum, il primo ottobre.

Il governo spagnolo ha in serbo un'arma pesante che non ha mai utilizzato, l'articolo 155 che recita: "Se una comunità autonoma non adempie agli obblighi previsti dalla Costituzione o da altre leggi, o le sue azioni arrecano gravi danni agli interessi nazionali della Spagna, il governo centrale avverte il presidente della comunità autonoma". Preserveremo l'unità della Spagna.

"La Spagna continuerà a essere la Spagna e continuerà a esserlo per molto tempo", ha aggiunto il premier. I due schermi sono stati attrezzati nei pressi del Tribunale di Giustizia catalano, che da ieri è presidiato oltre che dai Mossos d'Esquadra anche dalla polizia nazionale spagnola.

Abbiamo incontrato il filosofo catalano, fine conoscitore della politica della sua regione natale, nel suo studio di Barcellona due giorni dopo il referendum illegale tenutosi comunque in Catalogna lo scorso 1 ottobre. Lo ha dichiarato il presidente catalano Carles Puigdemont su Tv3. Casado ha poi aggiunto che l'attuale capo della Generalitat rischia di finire come il suo predecessore Lluis Companys, che tentò di proclamarla nel 1934. Nei giorni scorsi il Ministro della Difesa del governo iberico aveva schierato uomini e mezzi dell'esercito spagnolo in prossimità dei luoghi strategici catalani: un avvertimento chiaro e preoccupante qualora la situazione dovesse precipitare. Il governo farà tutto il necessario ha affermato davanti alla direzione Pp. "Impediremo l'indipendenza della Catalogna", ha aggiunto Rajoy citato dal vice-segretario all'informazione del Partido Popular Pablo Casado, "prenderemo per impedirlo le misure necessarie".

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