Non si affittano appartamenti a meridionali e stranieri

Barsaba Taglieri
Ottobre 9, 2017

"Non si affitta ai meridionali". Succede a Padova. A denunciarlo un medico di Aversa, Vittorio Savino, dipendente dell'Asl di Caserta, che stava cercando un appartamento per la figlia che si è appena iscritta a un corso di formazione nella città del Santo.

Sconcertato il padre di famiglia ha deciso di denunciare a sua volta via Facebook gli ostacoli incontrati, proprio come accadeva 40 anni fa quando gli operai emigrati al Nord per trovare un posto in fabbrica faticavano a trovare un alloggio a causa di un razzismo diffuso, malcelato nei cartelli affissi sui portoni. Bastava poco per capire che si trattava di gente tranquilla e onesta e allora poi gli altri iniziavano a mostrarsi disponibili, ma l'orgoglio bruciava e qualcuno, quando finalmente veniva accettata la richiesta d'affitto, ha avuto la forza di dire: "No grazie, ci bastiamo da soli". Oggi l'odiosa selezione si fa su internet.

E' il caso della madre di una donna di nome Patrizia, la quale lamenta: "Credono di avere il pedigree, ma in tutte le grandi o piccole città ormai c'è degrado e loro - riferito ai padovani - non ne sono esenti". Ma è successo anche in Veneto, a Padova, nel 2017. E poi Via Facciolati: no a gay friendly, no pet friendly, no coppie con figli, trans, meridionali, specialmente napoletani e siciliani. "Valutabili altre zone del centro sud". Non solo: ci sono pure divieti per "lavoratori - generico -, ciccioni, neri, marocchini, persone in cattive condizioni di salute".

Il post del medico ha suscitato parecchio scalpore sui social network, con centinaia di reazioni e commenti. "Mi sono meravigliato io stesso dei commenti e delle testimonianze che sono arrivate in seguito al mio post". I pregiudizi nei confronti di chi arriva dal Sud sono ancora forti e radicati e così, a Padova, sono ricomparsi annunci razzisti.

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