Doping Lucioni, il calciatore si sfoga e chiede giustizia!

Rufina Vignone
Ottobre 5, 2017

Questo è l'addebito disciplinare mosso al capitano del Benevento che, dallo scorso 22 settembre, è stato sospeso in via cautelare per esser risultato positivo a un controllo antidoping effettuato dalla Nado-Italia al termine della gara interna con il Torino (provvedimento che decadrà trascorsi 60 giorni dalla data di comunicazione, anche se, su richiesta della PNA, potrà esserci una proroga di ulteriori 30 giorni). Il 30enne difensore è arrivato da poco allo stadio Olimpico di Roma presso gli uffici Nado Italia accompagnato dal suo legale Saverio Sticchi Damiani. Se ritenuto colpevole, Lucioni rischia da uno a quattro anni di squalifica. E dopo aver fornito la sua versione dei fatti, Lucioni ha spiegato: "Non mi sono inventato storie, ho spiegato come sono andati i fatti, mi sono attenuto a quello che è successo. Sono vicino quotidianamente ai miei compagni, loro mi stanno vicino, mi stanno aiutando a livello morale avendo capito che comunque non ho responsabilità, mi danno fiducia e io sto cercando di caricarli per gli impegni domenicali".

"La strategia della difesa?"

Uno spray cicatrizzante prescritto dal medico del Benevento in cui era presente il Clostebol Metabolita. I precedenti in casi del genere? Spero che ne tengano conto e che si sistemi tutto perché voglio tornare in campo al più presto. "Adesso la Procura dovrà solo decidere se archiviare o andare al processo". "Noi siamo sereni e aspettiamo. La buona fede credo sia chiarissima".

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