Catalogna, il giorno dello sciopero. Domani l'indipendenza? Ma si tratta

Rufina Vignone
Ottobre 5, 2017

Secondo i media iberici l'intervento del sovrano spagnolo apre la strada all'applicazione da parte del governo di Madrid dell'articolo 155 della Costituzione spagnola, che consente, in caso di via libera da padre del senato di Madrid (controllato dal Pp di Mariano Rajoy), la sospensione parziale o totale delle competenze del governo catalano.

Lo sciopero - indetto dai sindacati Cgt, Iac e Cos - ha fermato trasporti, commercio, stivaggio e agricoltura.

I segretari sindacali precisano che lo sciopero non è solo limitato ai lavoratori delle varie categorie, ed anzi invitano tutti gli abitanti della Catalogna ad incrociare le braccia. Intanto Josep Lluis Trapero, il capo dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, è indagato per sedizione per non essere intervenuto nella manifestazione davanti al Dipartimento dell'economia a Barcellona.

"A mio parere siamo a un punto di non ritorno, in quello che sta accadendo vedo un residuo della guerra civile che non si è risolta con la morte di Franco - continua Manfredi-". Il prossimo passo da fare è quello della mediazione e del dialogo, sia con il governo di Madrid, sia con l'UE, con Puigdemont che ha chiesto espressamente ai vertici dell'Unione di "smettere di guardare dall'altra parte". Anche se l'obiettivo dell'indipendenza resta e non può venir messo in discussione, Puigdemont ha così rinnovato la sua disponibilità a trattare.

"Barcellona, città di pace, non ha paura", ha dichiarato il sindaco. Puigdemont ha ribadito di non volere una frattura traumatica con la Spagna ma piuttosto una separazione concordata. Anche per Rajoy è stata una giornata di preparazione delle prossime mosse. Alle 9 diversi collegi elettorali in tutta la Catalogna hanno avviato le operazioni di voto ma, proprio come accaduto a Girona, in alcuni seggi è intervenuta la polizia spagnola inviata da Madrid per fermare un referendum definito illegale perchè non autorizzato. Il premier ha visto i leader dei due grandi partiti "unionisti" che lo hanno appoggiato sulla linea dura, il socialista Pedro Sanchez e Albert Rivera di Ciudadanos. El Mundo esorta a "non perdere un minuto contro l'indipendentismo", El Pais parla di "ribellione" e accusa Puigdemont di "arroganza xenofoba". Le autorità spagnole hanno deciso infatti di prolungare almeno fino all'11 ottobre la missione dei rinforzi in Catalogna, parte dei quali sono alloggiati in tre navi nei porti di Barcellona e Tarragona. Puigdemont ha annunciato la formazione di una commissione d'inchiesta, chiesta anche dall'ONU, e denunce penali contro la polizia e il governo di Madrid.

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