Strage di Las vegas Trump: "Il killer era malato"

Bruno Cirelli
Ottobre 4, 2017

Quella di Las Vegas è la sparatoria peggiore della storia moderna: la maggior parte sono avvenute negli ultimi vent'anni dopo Columbine, accompagnate da appelli della polizia a limitare l'accesso delle persone mentalmente instabili ai fucili d'assalto e ad aumentare i controlli di background.

"Non siamo in presenza di una dittatura - ha continuato McDonald - Abbiamo giudici fallimentari, e abbiamo la legge". Trump ha lasciato cadere di fatto ogni ipotesi su legami con il terrorismo internazionale.

Conosciamo le difficoltà di Obama, osteggiato nel disegno di regolamentare l'acquisto di armi e non ci sfugge una virgola del patto elettorale di Trump con la National Rifle Association, potentissima lobby dei fabbricanti, di chi vende armi in tutto il mondo e di chi ne possiede, confermato dagli abbracci del presidente americano con i boss del settore a una recente convenction. Eric Paddock fatica a trovare le parole per descrivere suo fratello, Stephen Paddock, responsabile della strage di Las Vegas nella quale sono morte almeno 50 persone. Un arsenale che, nel weekend, con metodica precisione e all'interno di 10 valigie, ha trasportato nella stanza del Mandalay Bay Resort and Casino da lui prenotata al 32esimo piano dell'hotel. Ha detto di pregare per le vittime anche il repubblicano Jeff Duncan, che insieme all'altro repubblicano Steve Scalise a giugno ha sponsorizzato la liberalizzazione della vendita dei silenziatori per le pistole, rimuovendoli dall'elenco degli articoli regolamentati dalla legge nazionale sulle armi da fuoco del 1934, rendendo cosi più facile comprarli.

"Io e Michelle stiamo pregando per le vittime di Las Vegas".

I democratici sono furiosi. Murphy è stato tra i pochi mettere il dito nella piaga, definendo i pensieri e le preghiere di deputati e senatori "vuoti e crudeli". Lunedì una portavoce della Casa Bianca aveva affermato che "non è tempo di dibattiti politici sul tema". Ergo ognuno combatta per la sua causa, faccia quello in cui crede, porti avanti le sue istanze, perché tanto il presidente Trump non è in grado di farlo - sempre poi che abbia qualcosa a cui tiene veramente.

Oggi è stata la giornata della paura negli Stati Uniti. Qualche giorno prima della strage il 64enne aveva inviato 100mila dollari in un conto corrente nelle Filippine, paese d'orgine della compagna, dove la donna si trovava al momento della carneficina. "Non c'è ragione, nessun preavviso".

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