Sciopero in Catalogna: strade bloccate e cortei

Bruno Cirelli
Ottobre 4, 2017

Dopo il referendum, in Catalogna è il giorno dello sciopero generale. Il portavoce della Comunitat catalana, Jordi Turull, alle 18 può parlare di "scandalo internazionale"; il presidente catalano Puigdemont: "Oggi lo stato spagnolo ha perso molto più di quanto già aveva perso".

Puigdemont ha fatto sapere che la dichiarazione d'indipendenza non giungerà comunque nelle prossime ore, e che forse sarà necessario aspettare almeno una settimana. E l'unico risultato è che si ingrossano le fila dei catalani che vogliono votare. "Dobbiamo riflettere", ha spiegato, lasciando uno spiraglio per una soluzione negoziata. Mentre Rajoy ha approfittato per lanciare appelli all'unità e alla difesa della Costituzione, Sanchez gli ha chiesto di aprire "immediatamente" un negoziato con Puigdemont, sottolineando che "il dialogo è più necessario che mai". La vicepremier Soraya de Santamaria ha detto che il governo ha previsto misure per impedire i "comportamenti mafiosi" che si verificano in Catalogna.

Ma la manifestazione si è fatta anche sportiva.

Il premier spagnolo ha ribadito l'impegno a discutere con Barcellona solo nel rispetto della Costituzione spagnola e non si esclude che possa ricorrere all'applicazione dell'art.155 della Costituzione che sospende l'autonomia della Catalogna e permette la sostituzione dei membri del governo locale. Infine le dimissioni di un dirigente azulgrana: "Oggi il Consiglio di Amministrazione ha accettato le dimissioni del vice presidente Carles Vilarrubì e ha deciso di aderire allo sciopero per sostenere la democrazia". Gli organizzatori hanno conteggiato 2,2 milioni di schede pari al 42% dei 5,3 milioni di catalani iscritti nelle liste.

Proteste anche davanti agli alberghi che ospitano la polizia spagnola per chiedere la partenza delle "forze di occupazione": ieri, circa 500 agenti sono stati invitati dalla direzione di due hotel - nel comune di Calella - ad andarsene.

"Non vogliamo una rottura violenta". Robles ha detto che Santamaria è responsabile delle "istruzioni politiche" date alla polizia spagnola. Rajoy ha incontrato i leader dei partiti che sostengono il suo governo - Socialisti e Ciudadanos - mentre i suoi ministri hanno risposto a Puigdemont compatti. "Useremo tutta la forza della legge". All'evento era presente anche la sindaca di Barcellona, Ada Colau, che si è detta emozionata e ha affermato che le scuole di Barcellona sono "un modello di convivenza che ci rappresenta". È ancora questa la più probabile evoluzione dello scontro tra Madrid e Barcellona.

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