Guerlin Butungu, rinviato il processo per direttissima

Bruno Cirelli
Ottobre 3, 2017

Questa mattina, Guerlin Butungu, il capobranco del duplice efferato stupro avvenuto nella notte del 26 agosto prima contro una turista polacca e in seguito contro una trans peruviana, è stato ascoltato in aula a porte aperte, con il divieto però di scattare foto e registrare video. Una parziale eccezione rispetto a quanto stabilito dalla legge, che prevede che un processo per direttissima - quello a cui sarà sottoposto il giovane - possa essere celebrato solo a 30 giorni dal fermo.

Il procuratore capo Paolo Giovagnoli e il sostituto Stefano Celli avevano chiesto il processo per direttissima, richiesta contestata in aula dai legali difensori di Butungu, Mario Scarpa e Ilaria Perruzza.

Poi, pochi giorni fa, ha confessato. In questo caso è stata richiesta una procedura autorizzata dalla legge, sussistendo tutti i requisiti previsti dalla norma. "Non c'è quindi una mancanza vera e propria di ammissione relativa a specifici reati".

Il Tribunale collegiale di Rimini ha concesso i termini a difesa e ha rinviato al 17 ottobre il processo per direttissima nei confronti di Guerlin Butungu.

Butungu - trasferito in tribunale sotto scorta per motivi di sicurezza - è accusato anche della rapina e della tentata violenza del 12 agosto, sempre a Miramare di Rimini, ai danni di una coppia italiana. Lo stupratore ventenne - ora rinchiuso nel carcere di Pesaro - dovrà rispondere di dodici accuse, tra cui una per spaccio di marijuana, che il ragazzo aveva negato di aver commesso, attribuendo la colpa agli altri ragazzi del gruppo.

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