Le donne in piazza per "riprendersi la libertà"

Barsaba Taglieri
Ottobre 1, 2017

E anche se le denunce sono in calo - meno 13% tra novembre 2015 e novembre 2016 - rimangono sempre molte: 4 mila l'anno, quasi 11 al giorno.

"Crediamo - affermano - anche che il movimento femminista, citato, non abbia nulla a che vedere con persone anonime che agiscono con la copertura della notte e non ci "mettono la faccia" come invece succedeva."allora".

"Riprendiamoci la libertà!". Con questo slogan la Cgil ha invitato tutti a scendere nelle piazze italiane sabato 30 settembre contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, la narrativa con cui stupri e omicidi diventano troppo spesso un processo alle vittime. "Ai media chiediamo attenzione e cura alle parole usate per descrivere la violenza contro le donne e l'azzeramento dei dettagli più morbosi". Particolarmente toccante il brano "Una mimosa per favore" recitato dalla piccola Alice Chiorri (appena 9 anni) che ha ottenuto la menzione d'onore al premio letterario nazionale 'Storie in viaggio' e si è classificato tra i vincitori del prestigioso premio letterario 'Montefiore'. "Perché anche l'uso sbagliato delle parole è in fondo una delle tante forme di violenza". Tutte accomunate da una caratteristica comune: la violenza psicologica, l'inferiorizzazione delle donne, la loro riduzione a soggetti privi di desiderio e autodeterminazione, da tenere in uno stato di paura e sui quali esercitare il potere.

Già un paio di giorni fa, in occasione della giornata mondiale per il diritto all'aborto libero e sicuro, il leader della Cgil aveva parlato di "degrado del dibattito pubblico sulle donne", denunciando un ritorno "ad antichi stereotipi, mentre la cultura dominante non riesce ancora ad acquisire i concetti di base della libertà e dei diritti". La convenzione di Istanbul è citata, ma non applicata, farlo! Ancora una volta risorse e mezzi per i centri antiviolenza, case sicure, e norme certe per l'inserimento al lavoro. "A che serve aprirli se poi non li si mette in condizione di operare seriamente?". Finanziamento che, prima di arrivare a destinazione, ha conosciuto un iter travagliatissimo, che ha rallentato di molto i tempi [QUI la ricostruzione dell'intera vicenda]. Che aggiunge: "La violenza maschile sulle donne non è un problema delle donne".

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