Arcore tappezzata di manifesti per gli auguri a Berlusconi

Bruno Cirelli
Settembre 29, 2017

Di chiara matrice democristiana è riuscito a fare a pezzi il PD e ancor prima l'Italia e nelle sue infelici amministrazioni precedenti ha lasciato brutti ricordi anche nella sua natia Toscana.

Nel giorno del suo ottantunesimo compleanno, Silvio Berlusconi ha annunciato che in queste settimane sta vagliando le candidature per la premiership del centrodestra, dunque sta incontrando i potenziali leader che potranno rappresentare la coalizione politica capitanata da Forza Italia alle prossime elezioni politiche che si svolgeranno tra febbraio e maggio del 2018. Difatti, sebbene con un calo vertiginoso, il Cdu di Angela Merkel ha ottenuto le maggiori preferenze e anche se non saprà ancora con chi governare il Paese, fa capire che ancora una volta i tedeschi hanno scelto una linea moderata, anziché le idee radicali dell'ultra destra. Sono stati affissi mercoledì mattina ad Arcore dal gruppo consiliare locale di Forza Italia.

Più cede spazio a Salvini, e alla Meloni, limitandosi a fare spallucce alle loro ambizioni e critiche, meno Berlusconi sarà in grado dopo le elezioni di staccarsene, anche in caso di sconfitta o di mancata vittoria -direbbe Pier Luigi Bersani- del centrodestra, per trattare da solo una riedizione delle cosiddette larghe intese con Matteo Renzi. Oppure, vogliamo continuare ad essere le solite pecore che si accontentano di delegare passivamente il proprio potere aspettando che arrivi un messia (assolutamente improbabile perché ce n'è già stato uno e non ce ne saranno altri!) che risolva tutti i loro problemi?!

Anche su questo, sulla concreta realizzabilità di un unico centrodestra, si misurerà la capacità di resistenza della diade tradizionale destra-sinistra, sempre più indietreggiante al cospetto della dicotomia fra società aperta e inclusiva e società chiusa. Quale strada è preferibile seguire? Ma sono tanti all'interno della base azzurra a vedere Berlusconi con un pensionato, che avrà un limitato potere da dietro le quinte.

Parole molto simili a quelle pronunciate oggi da Berlusconi. Al momento il partito di Salvini è accreditato al 14,6%, contro il 13,5% di Forza Italia.

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