Draghi, fiducia su ripresa inflazione ma servono ancora stimoli

Paterniano Del Favero
Settembre 25, 2017

Secondo Draghi, i rischi per la crescita nella zona euro "sono largamente equilibrati, ma nello stesso tempo rischi di peggioramento continuano a esistere principalmente derivati da fattori globali e da sviluppi dei mercati dei cambi".

"Decideremo nei prossimi mesi come ricalibrare gli stumenti monetari", ha detto il presidente della Bce, che al termine dello scorso consiglio direttivo aveva parlato di autunno come momento chiave per decidere sul Qe, rivendica che "quello che appare eveidente oggi e che non è contestabile" è che la politica accomodante della Banca centrale "porta sempre maggiori redditi e a prospettive di occupazione" nell'eurozona.

"L'espansione economica è ora stabile e ampia nella zona euro e nei vari settori". La crescita reale del Pil è stata migliore delle attese nella prima metà del 2017, arrivando al 2,3%, anno su anno, nel secondo trimestre. Lo dice il presidente della Bce Mario Draghi, in audizione alla commissione Econ dell'Europarlamento, a Bruxelles.

Inoltre per il numero uno dell'Istituto di Francoforte "ci sono segni di un miglioramento notevole nel mercato del lavoro". Il tasso di disoccupazione è caduto al suo livello più basso negli ultimi otto anni", e questo, "insieme con l'aumento della ricchezza delle famiglie, sta sostenendo le prospettive del consumo privato.

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