Gabrielli: "Roma è una città sicura, ma va aumentata la percezione"

Paterniano Del Favero
Settembre 22, 2017

E' quanto ha detto il capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se Roma fosse ancora una città sicura, a margine dell'intitolazione del palazzetto dello sport delle Fiamme oro al campione di lotta libera, morto durante un incontro, Aurelio Santoro.

"E' ovvio - ha proseguito Gabrielli - che per chi ha compiti di responsabilità il tema della percezione di sicurezza va ben al di là delle statistiche. Un Paese che non è sulla soglia del baratro sotto il profilo della sicurezza, ma in cui c'è comunque un profondo senso di insicurezza, basta sentire la gente". La realtà è però un'altra, per il capo della Polizia: "La storia non è questa: stiamo parlando di una persona che viveva una condizione di degrado e marginalità, che è una cosa seria ma che non può essere contrabbandata come il livello di una città completamente allo sbando". Dobbiamo intercettare tutto quello che serve perché i cittadini si sentano al sicuro. Noi facciamo la nostra parte. "Da prefetto di Roma - ricorda - ho sempre favorito iniziative che consentissero ai cittadini di riappropriarsi del territorio. Già questo lo è, tra minacce della criminalità organizzata e minacce terroristiche che fino adesso, e sottolineo fino adesso, non ci hanno coinvolto".

Il capo della polizia ha poi menzionato lo stupro di Villa Borghese: "Ogni forma di violenza va condannata a prescindere dai contesti e dalle situazioni, però, con riferimento alla povera cittadina tedesca di 57 anni, se io sparo la notizia della turista tedesca è ovvio che la percezione che si ha all'esterno e anche fuori dal nostro contesto nazionale è di una assoluta gravità, quella di una cittadina che passeggiava tranquillamente per via dei Fori Imperiali e viene fatta oggetto di violenza". "Lo dico con la cautela e il rischio di essere frainteso".

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