Giornata mondiale dell'Alzheimer, "Noi, in viaggio dentro casa"

Barsaba Taglieri
Settembre 21, 2017

E' noto quanto questa malattia impatti sulla persona interessata e sulla famiglia che spesso, di fronte ad una simile diagnosi, si sente cadere in un baratro e reagisce chiudendosi nel proprio guscio. Tale rapporto è in linea con l'ipotesi che l'educazione scolastica fornisca una "riserva cognitiva" che permetta di posticipare anche di diversi anni l'esordio dei sintomi. Tra i fattori protettivi sono da menzionare la pratica di hobbies e l'inserimento in un buon contesto sociale (coniugi, figli, amici).

Intelligenza artificiale italiana. Gli esperti hanno "sviluppato un sistema di intelligenza artificiale in grado di rivelare automaticamente segni precoci della malattia nelle immagini cerebrali di oltre 200 soggetti" che riesce ad identificare, con una precisione dell'84%, la malattia anche nei soggetti affetti da 'lieve indebolimento cognitivo', cioè la condizione che si manifesta in alcuni casi anche 10 anni prima della malattia vera e propria.

È così che l'utilizzo di un pannello multigenico di Next Generation Sequencing (NGS) per lo studio dell'ereditarietà oligogenica nelle demenze degenerative ha permesso l'identificazione di nuovi fattori molecolari di rischio. L'applicazione di una metodica di sequenziamento del Dna di nuova generazione veloce, accurata e più economica rispetto alle tecniche tradizionali, ha dato risultati significativi che ne suggeriscono l'utilizzo per lo screening genetico dei pazienti con demenza ad esordio precoce o con sospetta eziologia genetica.

"Gli stili di vita e l'alimentazione si stanno rivelando sempre più importanti per la prevenzione di molte patologie- ha spiegato Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori)- e crediamo che la ricerca sia l'elemento fondamentale per contrastare una malattia ancora oggi così insidiosa". I risultati aprono uno scenario interessante sull'estensione di queste indagini anche in un altro fluido biologico più facilmente accessibile e ottenibile con metodiche meno invasive: la saliva. Le conclusioni che scaturiranno da questo studio permetteranno un miglioramento della diagnosi aprendo, nel contempo, la possibilità a nuove strategie terapeutiche in questa devastante malattia.

In occasione della XXIV Giornata Mondiale dell'Alzheimer, che si celebra domani, giovedì 21 settembre, il Comune di Lecco assieme al Polo Frassoni, la Federazione Alzheimer Italia, l'ATS della Brianza e l'ASST di Lecco promuovono un tavolo di lavoro dal titolo "Lecco città amica della demenza: una realtà possibile" per avviare un percorso di sensibilizzazione, informazione e azioni sul territorio per gli anziani affetti da demenza e Alzheimer e per la comunità.

La ricerca italiana ha avuto una grandissima eco, giunta fino agli Stati Uniti, dove il professore di Neuroscienze della Icahan School of Medicine della Mount Sinai di New York, Patrick Hof, si è detto molto interessato ai risultati. La speranza adesso è riuscire a battere sul tempo una malattia che, secondo le ultime stime, colpisce ogni tre secondi una persona nel mondo e affligge circa un milione di italiani, destinati a crescere a ritmo galoppante.

Siamo tutti consapevoli che i risultati della ricerca richiedono tempo, costanza e impegno.

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