Inchiesta Expo, la procura generale: "Processare il sindaco Beppe Sala"

Bruno Cirelli
Settembre 20, 2017

La Procura Generale di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Milano Giuseppe Sala nell'ambito dell'inchiesta sull'Expo. Sala, all'epoca dei fatti era ad della societa' dell'Esposizione universale.

Secondo le accuse, mosse dalla Procura generale guidata da Roberto Alfonso, nel maggio 2012 Sala avrebbe retrodatato due verbali di nomina "della commissione aggiudicatrice" della gara da 272 milioni di base d'asta per la piastra con "l'intento di evitare di dover annullare la procedura fin lì svolta" anche per il "ritardo" che si era già accumulato sui "cronoprogrammi" dell'Expo. L'ipotesi di turbativa d'asta era maturata in seguito ad approfondimenti investigativi tra l'avocazione dell'inchiesta da parte della Procura Generale nell'autunno del 2016 e la chiusura delle indagini del giugno scorso.

Il pg Isnardi, dopo aver sfilato di mano il fascicolo alla procura, ai nomi dei cinque indagati originari - gli ex manager di Expo Antonio Acerbo e Angelo Paris, l'ex presidente della Mantovani spa Piergiorgio Baita e gli imprenditori Ottaviano ed Erasmo Cinque (per loro le accuse, a vario titolo, sono corruzione e turbativa d'asta) - ha ritenuto di aggiungere quelli di Sala, accusato di falso, e dell'imprenditore Paolo Pizzarotti, accusato di tentata turbativa d'asta. In sostanza, viene "spazzato via" tutto il capo d'accusa relativo alla presunta turbativa.

Ora spettera' al giudice per l'udienza preliminare Giovanna Campanile decidere se rinviare a giudizio Sala o proscioglierlo dall'accusa di falso materiale e ideologico. Nelle chiusura delle indagini, il procuratore Isnardi aveva sostenuto che l'appalto per il "verde" sarebbe stato separato da quello per la Piastra e confezionato su misura per un vivaista lombardo dietro "pressioni" del Pirellone. Ora il gup dovra' valutare se Sala agi' con dolo, cioe' con la consapevolezza di inserire nell'atto pubblico un falso oppure no. Nella prima indagine poi avocata i pm avevano sostenuto la buona fede dell'attuale sindaco.

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