Come Pagano le imposte gli italiani che lavorano all'estero

Paterniano Del Favero
Settembre 20, 2017

Ecco di seguito la risposta a tutte le domande nella guida pubblicata dall'Agenzia delle Entrate per i lavoratori italiani all'estero.

In conclusione, il divieto di cumulo previsto dal decreto interministeriale attuativo del bonus alberghi non è suscettibile di un'interpretazione estensiva che coinvolga il super ammortamento, misura che persegue finalità del tutto diverse e tali da non poter ritenere le agevolazioni alternative fra loro, anche se le spese ammissibili dovessero coincidere.

In linea generale vale il "principio della tassazione mondiale" ( W o r l d W i d e T a x a t i o n P r i n c i p l e ), sul quale si fonda il sistema fiscale di molti Paesi europei e che è stato adottato anche dalla legislazione fiscale italiana, il cittadino che lavora all'estero, mantenendo la residenza italiana, ha comunque l'obbligo di pagare le imposte in Italia anche sui redditi prodotti all'estero, salvo che sia diversamente indicato da disposizioni contenute nelle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.

Si allega di seguito la guida completa e, successivamente, l'analisi di alcuni dei punti principali.

Diventa quindi importante conoscere quando per il fisco, ai fini del pagamento delle imposte sui redditi, si ha la residenza in Italia.

I cittadini italiani che, pur essendo tenuti a farlo in base alle regole sopra esposte, non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, perdono il diritto alla detrazione prevista dall'articolo 165 del TUIR.

"Se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all'estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono ammesse in detrazione dall'imposta netta dovuta fino alla concorrenza della quota d'imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all'estero ed il reddito complessivo al netto delle perdite di precedenti periodi d'imposta ammesse in diminuzione". L'iscrizione va fatta presso l'Ufficio consolare competente per territorio, entro 90 giorni dal trasferimento, è gratuita e comporta la cancellazione dall'Anagrafe della popolazione residente del Comune italiano di provenienza.

Se invece un cittadino risiede all'estero per almeno 12 mesi, oppure trasferisce la residenza, si iscrive all'AIRE, l'anagrafe residenti all'estero: in questo caso, viene automaticamente cancellato dall'Anagrafe del comune di residenza.

Tutti i cittadini italiani che lavorano all'estero e che non sono iscritti all'Aire sono fiscalmente residenti nel nostro Paese e devono presentare la dichiarazione dei redditi in Italia.

Cosa possono fare i cittadini italiani non iscritti all'Aire e che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in Italia? Il credito d'imposta compensativo non spetta, però, in caso di omessa presentazione della dichiarazione o quando non vengono riportati nella dichiarazione presentata i redditi percepiti all'estero.

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