Alife (Caserta): uccide il padre per difendere la madre da un pestaggio

Bruno Cirelli
Settembre 17, 2017

"E poi è capitato quel coltello che lo ha colpito al cuore". La madre Patrizia Navarra si era autoaccusata del delitto.

La sera di sabato 16 settembre, l'imprenditore, con l'arma da taglio conficcata nel cuore, era stato trasportato all'ospedale di Piedimonte Matese proprio dal figlio e dalla moglie, Patrizia Navarra, 49 anni.

Nella tarda serata di ieri, i carabinieri della Stazione di Alvignano (CE), sono intervenuti in via San Gervasio ad Alife (CE), a seguito del decesso per lesioni "all'emitorace sinistro con emopericardio al iv° spazio intercostale" di Leggiero Giuseppe, cl. 1967, imprenditore. Ma le successive indagini e le dichiarazioni contrastanti della donna hanno insospettito gli inquirenti portando alle 2.30 della notte all'arresto di Daniele Leggiero, classe 1989, figlio dell'imprenditore che ha confutato la dichiarazione resa dalla madre e, alla presenza del difensore di fiducia, ha confessato dichiarandosi responsabile della morte del padre, spiegando di essere intervenuto per sedare la lite.

Interrogata, la donna aveva confessato di essere stata lei a colpire il marito con un coltello per la lavorazione casearia durante un violento litigio.

Secondo quanto confessato al pubblico ministero, il giovane ha fruito di un fendente e sferrato un colpo fatale alla vittima.

A questo punto non si esclude che qualcuno abbia colpito il 50enne col punteruolo trafiggendolo al cuore: il tutto all'interno del caseificio. "In casa tra loro i litigi erano all'ordine del giorno". Questa mattina, dopo la confessione del figlio, la donna è tornata in libertà mentre il figlio è in stato di fermo agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

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