Sanità: ditta di protesi corrompeva medici

Barsaba Taglieri
Settembre 16, 2017

Denaro, regali, viaggi e biglietti aerei, assunzioni o contributi mensili fino a 300 euro. Per altri nove - 6 specialisti e 3 medici di base - sono scattati i domiciliari. Stando a quanto chiarisce il procuratore Luisa Zanetti, per altri sei medici di base è stata applicata la misura cautelare della "sospensione dall'esercizio dell'attività di medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale".

Il nuovo scandalo che investe la Sanità italiana riguarda un giro di corruzione organizzato dai rappresentanti della Ceraver, una società che produce protesi con il coinvolgimento di diversi ortopedici di strutture private convezionate, tra cui il Policlinico di Monza, e medici di base. Infine, emerge che alcuni dottori si sarebbero "impegnati, dietro corrispettivo, a prescrivere medicinali-integratori prodotti e commercializzati da una società riconducibile a un agente di zona", finito anch'egli carcere.

C'è anche Carmine Naccari Carlizzi, il fratello dell'ex assessore regionale della Calabria Demetrio, tra gli indagati dell'inchiesta a Monza che avrebbe fatto luce su una presunta associazione a delinquere dedita alla corruzione e al falso ideologico in atti di ufficio. Per ogni protesi impiantata, del valore di 1500-2000 euro, i medici ottenevano una stecca che andava dagli 80 ai 100 euro. L'obiettivo per tutti era quello di fare più operazioni possibile.

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