Migranti, il sindaco di Lampedusa: "L'isola è al collasso, chiudere gli hotspot"

Bruno Cirelli
Settembre 16, 2017

"Siamo abbandonati, lo Stato non collabora, bisogna chiudere l'hotspot: a dire queste parole non è un leghista sporco e cattivo, ma il sindaco di Lampedusa, di sinistra ex Pci". "Chiedo che venga chiuso l'hotspot, una struttura inutile che non serve a niente", ha dichiarato il primo cittadino. "Ricevo decine di messaggi di turisti impauriti, gli albergatori, i commercianti e i ristoratori subiscono quotidianamente, non ce la fanno più", ha detto il sindaco Martello, eletto nell'isola lo scorso giugno con la lista civica 'Susemuni', ovvero "alziamoci". Non c'è collaborazione fa parte delle istituzioni. "C'è un grave problema di ordine pubblico, chiedo l'intervento diretto del ministro degli Interni".

Giusi Nicolini, oggi nella segreteria nazionale del Pd, conferma a Repubblica che una rotta tunisina si è riaperta, ma si tratta di "piccoli gruppi che arrivano con piccole barche, alcune delle quali riescono a raggiungere anche il litorale agrigentino per sfuggire ai controlli. Immigrati ubriachi che bivaccano nelle strade e nei bar e molestano le donne": grido d'allarme del sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, che denuncia come l'isola sia allo stremo a causa degli immigrati fuori controllo.

E' dura la replica di Giusi Nicolini nei confronti dell'esternazione di Martello: "Ho l'impressione che il sindaco di Lampedusa voglia fare del terrorismo".

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