Elezioni Sicilia, tegola su M5S: Tribunale sospende candidatura Cancelleri

Bruno Cirelli
Settembre 16, 2017

Giulivi ribadisce di credere "fortemente nei principi della trasparenza e dell'orizzontalità che sono alla base del Movimento 5 stelle ed è in nome di tali principi che ho sempre agito".

Le cosiddette "regionarie" M5S, i risultati delle quali sono stati presentati il 4 e 9 luglio scorsi, sono dunque al momento sospese, proprio in virtù dell'accettazione del ricorso di Giulivi: "Il mancato avvio del procedimento disciplinare - spiegano i giudici - comporta l'insussistenza della causa di esclusione della candidatura di Mauro Giulivi indicata nel provvedimento impugnato". Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio (M5s), postando una foto in macchina con Cancelleri.

La corsa di Giancarlo Cancelleri a governatore della Sicilia s'impantana, per ora, fra le carte bollate agitate da un grillino della prima ora. Il Movimento partecipera' alle elezioni, come previsto, e lo fara' "seguendo le decisioni che verranno prese dal tribunale" che si pronuncera' di nuovo il prossimo 18 settembre. Per il firmatario del ricorso: "Per settimane ho cercato il dialogo e la meditazione, ma niente da fare, ho ricevuto solo picche e porta in faccia" e chiede che si ripetano le votazioni online. Insomma, paradossalmente proprio quelli del M5S che hanno fatto della legalità il loro cavallo di battaglia vedono a rischio, come successo a Genova, la possibilità di vincere le elezioni a causa dell'accoglimento da parte dei tribunali dei ricorsi presentati dagli esclusi alle selezioni. Cosi' e' scattato il provvedimento cautelare emesso dal giudice che ha rinviato al 18 settembre.

"Più volte ho sentito dire che l'ufficio della Regione siciliana a Bruxelles è uno spreco e va chiuso - ha poi detto cancelleri -".

Verso le regionali. Di Maio replica "agli amici della contentezza": "Qualcuno pensa di fermarci con un ricorso da azzeccagarbugli". "Mi auguro che tutto venga chiarito, e che Cancelleri possa proseguire la propria campagna elettorale regolarmente".

Mauro Giulivi, storico militante siciliano, nell'esposto lamentava di essere stato escluso dai vertici del MoVimento 5 Stelle con un espediente e senza una reale motivazione.

Di Maio, non è test nazionale, è referendum - "Più che un test nazionale, il voto del 5 novembre lo vedo come un referendum: si può votare contro chi ha usato la Sicilia come un bancomat o votare per noi". Giustamente il giudice ha avviato l'iter, ma non ci fermiamo; qualcuno ha provato e prova a farlo, ma non ha capito di che stoffa siamo fatti. E' un film già visto con la nostra proposta sul reddito di cittadinanza: sono oltre due anni che la maggioranza la tiene chiusa in un cassetto in Commissione al Senato!

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