Dopo il parto rifiuta il taglio del cordone ombelicale, interviene la Procura

Bruno Cirelli
Settembre 16, 2017

Una partoriente rifiuta di farsi tagliare il cordone ombelicale che - secondo le sue convinzioni religiose - dovrebbe staccarsi autonomamente.

Il neonato aveva cominciato a mostrare segni di sofferenza fetale, per questo i medici hanno voluto chiedere come comportarsi. "Ma non è possibile evitare un rischio di denuncia, e questo vale in tutti i settori", ha concluso.

È successo a Udine: a raccontare la notizia è stato il Procuratore capo del capoluogo friulano, Antonio De Nicolo, che ha definito la vicenda un "segno triste dei tempi, che dimostra a che punto è arrivata la medicina preventiva".

"Ovviamente - ha aggiunto de Nicolo - abbiamo risposto che devono salvare il bambino".

I sostenitori del Lotus Birth, che è una pratica diffusa in particolare negli Anni '70, sottolineano come non ci siano delle evidenze scientifiche che ne attestino la validità o i benefici a lungo termine. Nel momento in cui sussiste un pericolo di vita, il trattamento sanitario va fatto.

"Evitarle è impossibile. Qualora arrivasse, chiaramente archivieremo. Se al contrario il neonato fosse morto in assenza di intervento in quel caso sì che avremmo aperto un fascicolo d'indagine".

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